Dialogo tra Italia e Israele a partire dallo sviluppo. Se ne parla a Roma

Italia-Israele
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“Lo sviluppo dei popoli e la pace si alimentano soprattutto grazie al dialogo, all’abbattimento delle barriere e alla costruzione di ponti di amicizia”. Ne sono convinti gli organizzatori della Conferenza “Dialogo Italia-Israele: lo sviluppo è il nuovo nome della pace”, che ha l’obiettivo di “illustrare i frutti e i progetti del percorso di collaborazione tra l’Università Europea di Roma, ateneo di ispirazione cristiana, e l’Università Ebraica di Gerusalemme”.

L’incontro è promosso dall’ Università Europea di Roma e organizzato da un suo centro di ricerca orientato ai temi economico culturali del Medio-Oriente (www.unier.it) e si terrà domani alle ore 11,30, presso l’Associazione Stampa Estera.

Interverranno il Prof. Paolo Sorbi, Ordinario di Sociologia dell’Università Europea di Roma e Direttore del CRIPPEG (Centro Ricerche di Psicologia Politica e Geopolitica), il Prof. Uzi Rebhun, Docente di Sociologia dell’Università Ebraica di Gerusalemme, Padre Luca Gallizia LC, Rettore dell’Università Europea di Roma, e Antonio Gaspari, Direttore dell’agenzia internazionale Zenit. Presenterà l’incontro Maria Medici, Referente CRIPPEG, dell'Università Europea di Roma.

Tra gli argomenti che saranno trattati: le ricerche sui temi dell'acqua, del gas e delle biotecnologie in relazione ai temi della crescita e delle politiche pubbliche. Inoltre sarà presentato l’iter di ricerca archeologica che il CRIPPEG sta conducendo in collaborazione con l’Opera di Magdala negli scavi di una nuova sinagoga e di un intero piccolo villaggio di pescatori del primo secolo D.C.

“La collaborazione tra le due università – spiegano gli organizzatori - nasce dalla convinzione che la ricerca tecnologica (acqua, gas e biotecnologia ) non possa fare a meno, oggi, di una visione umanistica. L’attuale contesto socio culturale favorisce, in ampie fasce di giovani ricercatori universitari, lo sviluppo di un’economia nuova, basata sul rispetto per ogni essere umano e su una compatibile crescita economico-ambientale”.

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