Diario del Sinodo, continuano le testimonianze dalla Panamazzonia

Sinodo Amazzonia: continuano i lavori per la stesura del Documento finale. Intanto, ecco altre testimonianze dai paesi dell'Amazzonia

Lavori del Sinodo
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Manca davvero poco alla stesura del Documento finale del Sinodo e alla sua votazione. Sabato 26 si voterà nel pomeriggio e Domenica 27 Papa Francesco chiuderà il Sinodo sull'Amazzonia con la Messa conclusiva. Presso la Sala Stampa della Santa Sede, nel consueto briefing, ancora molti gli ospiti che hanno portato la loro testimonianza dai paesi panamazzonici.

Cardinale Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione per il Clero, commenta: "Ho trascorso molti anni in America Latina e mi sono sentito bene, ho incontrato tanti volti che conoscevo. A Bogotà visitai molti territori dell'Amazzonia e ho visto con i miei occhi queste problematiche che riguardano i grandi viaggi, le comunicazioni con lingue sconosciute. Ho ammirato i vescovi dal cuore missionario e li ho visti attaccati alla loro terra. La mia visione è ora quella della Santa Sede e del Papa e ho raccolto difficoltò, preoccupazioni e desideri. Oggi cerco di venire incontro e aiutare questi eroici pastori latinoamericani dell'Amazzonia.

Rispondendo ad una domanda di un giornalista sulla proposta di un rito amazzonico, il Cardinale Stella commenta: "Se ci sarà nel Documento Finale un cenno o dei paragrafi ai riti amazzonici bisognerà riprenderli e lavorarci molto".

E sulla possibilità di "viri probati" il Prefetto aggiunge: "Bisogna formare bene i sacerdoti e vigilare sulle caratteristiche umane. Aggiungo che la Chiesa oggi è rimasta l'unica istituzione che predica un impegno per sempre. Il dono del celibato rappresenta oggi una grande sfida personale. Una volta che si è sul campo di battaglia occoglie coltivare molto la spiritualità e tempi di preghiera. Occorre avere una disciplina personale. Il dono della vocazione è un dono di Dio che va accolto in un contesto di qualità umane molto precise. Il celibato rappresenta una grande bellezza nella vita dei sacerdoti".

Monsignor Alberto Taveira Corrêa, da dieci anni Arcivescovo di Belém do Pará in Brasile, la porta dell'Amazzonia sull'Oceano, osserva: "Io mi trovo qui come partecipante al Sinodo, noi siamo qui a cercare delle risposte per l'evangelizzazione delle diverse realtà. Abbiamo le comunità fluviali, abbiamo numerose isole. Quello che ho portato al Sinodo sono state le vocazioni. La bandiera che colloco con grande enfasi è mettere le comunità in preghiera".

Suora Mariluce dos Santos Mesquita, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, religiosa appartenente all’etnia Barassana in Brasile, commenta: "Partecipando ai lavori del Sinodo ho fatto un'esperienza di riflessione congiunta, è stata una grazia di Dio. Come indigena missionaria noi lottiamo cercando di imparare la storia dell'America Latina, abbiamo sentito altre voci, perchè per noi è importante prevenire la deforastazione".

Delio Siticonatzi Camaiteri, Membro del popolo Ashaninca, gruppo etnico amazzonico, porta la sua esperienza al Sinodo: "Sono qui per farvi sapere quanto sia importante difendere la Terra in cui viviamo, io sono qui per rappresentare 48 lingue dell'Amazzonia peruviana. Questa esperienza sinodale ci da una speranza. I popoli indigeni continuano ad essere presenti, nonostante le tante difficoltà".

Padre Eleazar López Hernández, Esperto in teologia india, sacerdote indigeno cattolico appartenente al popolo zapoteca, rispondendo ad una domanda di un giornalista commenta: " Non c'è stato un argomento al Sinodo riferito in particolare alla Vergine Maria. Ma nella tradizione amazzonica Dio è sempre visto come padre e madre".

 

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