Diario del Sinodo, si apre l'assemblea speciale per l' Amazzonia a "impatto zero"

Tornano i temi del celibato sacerdotale e del ruolo delle donne

Si apre il sinodo con il Papa e i rappresentati dell' Amazzonia
Foto: Vatican media
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“Si vorrebbe che questo sia un “Sinodo ad impatto zero”. E’ la notizia più rilevante della prima giornata del Sinodo per l’ Amazzonia. Lo ha detto il Segretario generale il cardinale Baldisseri

spiegando che l’energia consumata sarà recuperata “con l’acquisto di titoli di forestazione per il rimboschimento di un ‘area di 50 ettari di foresta del bacino Amazzonico. Si vuole significare l’attenzione al tema dell’ambiente, da parte del Santo Padre e di tutti coloro che partecipano al Sinodo, nel solco dell’Enciclica Laudato Sì, che ha auspicato la riduzione delle emissioni di gas serra”.

L’altra notizia, anche se largamente annunciata è come affrontare la mancanza di sacerdoti  in una regione vasta e difficile.

“Sarà necessario definire nuovi cammini per il futuro- ha detto il relatore generale del Sinodo il cardinale Hummes-  Nella fase di ascolto, le comunità indigene hanno chiesto che, pur confermando il grande valore del carisma del celibato nella Chiesa, di fronte all’impellente necessità della maggior parte delle comunità cattoliche in Amazzonia, si apra la strada all'ordinazione sacerdotale degli uomini sposati residenti nelle comunità. Al tempo stesso, di fronte al gran numero di donne che oggi dirigono le comunità in Amazzonia, si riconosca questo servizio e si cerchi di consolidarlo con un ministero adatto alle donne dirigenti di comunità”.

 

Sulla base delle questioni proposte dallo strumento di lavoro, il cardinale Hummes ha ricordato che “la minaccia alla vita in Amazzonia deriva da interessi economici e politici dei settori dominanti della società odierna, in particolare delle imprese che estraggono in modo predatorio e irresponsabile legalmente o illegalmente le ricchezze del sottosuolo e alterano la biodiversità, spesso in connivenza, o con la permissività dei governi locali e nazionali e a volte anche con il consenso di qualche autorità indigena”.

La proposta di lavoro si struttura intorno ad alcuni nuclei generativi: “a) la Chiesa in uscita in Amazzonia e i suoi nuovi cammini; b) Il volto amazzonico della chiesa: inculturazione e interculturalità in ambito missionario-ecclesiale; c) La ministerialità nella chiesa in Amazzonia: presbiterato, diaconato, ministeri, il ruolo della donna; d) L’azione della Chiesa nel prendersi cura della Casa Comune: l’ascolto della Terra e dei poveri; ecologia integrale ambientale, economica, sociale e culturale; e) La Chiesa amazzonica nella realtà urbana; f) La questione dell’acqua; g) altri”.

 

Il cardinale Baldisseri ha ricordato come si è arrivati alla Assemblea che si apre oggi e che per tre settimana punta i fari sulle questioni amazzoniche.

 

Nel primo briefing del Sinodo ha portato una testimonianza David Martínez De Aguirre Guinea, O.P., Vescovo titolare di Izirzada, Vicario Apostolico di Puerto Maldonado in Perù  che ha messo in evidenza la importanza del Sinodo per far conoscere le questioni dell’ Amazzonia, e grazie al Papa che, ha detto il vescovo, ci sarà vicino e ci ascolterà. Occorre rendere visibili questi popoli e tenerli nel cuore della Chiesa e metterli in dialogo con il mondo intero.

Alba Teresa Cediel Castillo, M.M.L., delle Suore Missionarie di Maria Immacolata e di SS. Caterina da Siena in Colombia ha espresso la sua gioia per potere portare la voce delle donne nel consesso dei vescovi. Racconta la nascita della sua Congregazione che si è messa proprio al servizio dei popoli indigeni. Le suore operano in sei paesi dove la situazione della vita delle donne è molto triste.

Ha ricordato che una questione è come far emergere  la forza del bioma che è l’Amazzonia grazie ai popoli camminando insieme.

Emmanuel Lafont, Vescovo di Cayenne nella Guyana Francese, ha ricordato la dispersione degli abitanti nel suo territorio e la composizione etnica e storica della popolazione, molto discendono da ex schiavi.

Molte famiglie sono messe in crisi dalla educazione troppo occidentalizzata che fa dimenticare tradizioni e anche il modo stesso di vivere la foresta.

Prima del sinodo abbiamo avuto un incontro in diocesi e molti hanno potuto incontrarsi pur vivendo in villaggi lontanissimi tra loro.

 

“ Con questo Sinodo, la Chiesa universale, attraverso i suoi Pastori cum Petro e sub Petro, - ha detto  Baldisseri- nella persona di Papa Francesco, vuole rivolgere una particolare attenzione a tutti i membri del Popolo di Dio in Amazzonia ed impegnarsi decisamente nella ricerca di vie nuove e proporzionate alle loro esigenze umane e pastorali”.

 

Circa la comunicazione il Papa ha chiaramente espresso la volontà che i lavori siano riservati e liberi, e all’esterno arriverà una comunicazione molto controllata e filtrata. Rimane il fatto che i vescovi possono liberamente rilasciare interviste. Il Papa chiede che non ci sia un sinodo interno e uno dei media ma non sarà facile ottenere questo risultato.

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