Don Francesco, parroco di Castelverde: “Ogni comunità sogna la visita del Papa”

Santa Maria Josefa del cuore di Gesù
Foto: Cool cities
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Papa Francesco si recherà in visita pastorale alla Parrocchia di Santa Maria Josefa del Cuore di Gesù a Castelverde di Lunghezza, quartiere nella periferia est di Roma. L’appuntamento è per il pomeriggio di domenica 19 Febbraio. È la tredicesima visita di Francesco in una parrocchia della diocesi di Roma, la seconda in poco più di un mese: il 15 gennaio scorso, infatti, ha visitato Santa Maria a Setteville, nel Comune di Guidonia. San Giovanni Paolo II incontrò questa comunità il 16 dicembre 2001: celebrò la Messa e donò alla parrocchia un prezioso crocifisso, oggi posto sull’altare, e una tela raffigurante “La Pietà”. L’attuale parroco, il trentanovenne don Francesco Rondinelli, ha assunto l’incarico solo 5 mesi fa. ACI Stampa lo ha intervistato.

Don Francesco quando avete saputo della visita del Papa?

"Poco prima di Natale. Ci ha chiamato il cardinale vicario Agostino Vallini e ci ha detto che sarebbe venuto a trovarci Papa Francesco. Non c’è un motivo in particolare, penso perché sia una parrocchia di estrema periferia. Il Papa vuole venirci a trovare per questo. Quando il cardinale mi ha chiamato, hanno iniziato a tremarmi le gambe e ho provato una gioia difficile da esprimere a parole".

Qual è la realtà di Castelverde?

"Ci sono moltissime che vivono in difficoltà, quasi sulla soglia della povertà. Su 6.500 famiglie (circa 20mila abitanti), la maggior parte è composta da giovani coppie con bambini piccoli, un terzo vive nelle case popolari. Noi abbiamo un folto gruppo della Caritas che sostiene e aiuta come può queste famiglie. E’ il nostro vanto. Ci sono una ventina di volontari che in modo encomiabile distribuiscono pacchi viveri a oltre 200 famiglie per un totale di 600 persone".

Don Francesco quali sono le attività principali della vostra parrocchia?

"L’attività principale in assoluto è un grande oratorio, un grande spazio per i giovani. Ci sono poi un campo da calcio, da basket. Diversi spazi che possiamo offrire ai giovani. Perché è in questo modo che si avvicinano alla parrocchia. Sono cresciuto negli oratori e so quanto siano importanti per la formazione di un adolescente. Inoltre c’è il catechismo. Poco più di 200 bambini frequentano assiduamente la parrocchia".

Cosa dirà a Papa Francesco quando lo incontrerà domenica?

"Noi siamo qua ad aspettarlo, lui ci conferma nella fede e ci incoraggia ad andare avanti soprattutto nelle difficoltà quotidiane, siamo qui per ascoltare il suo conforto. So che lui è molto vicino a queste realtà, realtà lontane, difficili, quindi chiederemo la sua preghiera".

Come vi state preparando? Cosa farete?

"E’ più di un mese che prepariamo tutto. Molto forte tutto questo. Ogni parroco sogna che la sua comunità riceva la visita del Santo Padre ma non ci avrei mai sperato, mi sembrava un desiderio impossibile da realizzare, tanto meno a pochi mesi dalla mia nomina. Il programma prevede, subito dopo l’arrivo del Papa, un incontro con i bambini e i ragazzi del catechismo e con il gruppo giovani nel teatro parrocchiale, poi con i malati, quindi con le famiglie e gli operatori del centro Caritas. Prima di presiedere la solenne concelebrazione eucaristica, che sarà animata musicalmente dal coro della parrocchia, il Papa confesserà quattro parrocchiani. Già preparare tutto questo è stato molto emozionante. Faticoso, ma bello. E’ bello vedere come si attiva tutto. E’ bello ammirare tutto l’affetto che i parrocchiani hanno per il Papa".

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