Don Jan Macha diventa beato, il sacerdote giustiziato dalla Gestapo nel 1941 in Polonia

Arrestato per la sua opera di caritativa tra le famiglie polacche, colpite dalle conseguenze dell'occupazione

Un momento della celebrazione
Foto: Katedra Katowice
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Era il 5 settembre  del 1941 quando don Jan Macha venne arrestato dalla Gestapo alla stazione ferroviaria di Katowice. Gli venne trovato addosso un elenco di persone che lui e i suoi collaboratori aiutavano e altri documenti che indicavano che avevano raccolto denaro e lo avevano donato a chi ne aveva bisogno. L'elenco è stato uno dei principali elementi di prova nelle successive indagini e processi dell'intero gruppo. Il 17 luglio 1942 si tenne un breve processo davanti al tribunale sommario di Katowice, durante il quale don Macha e Guertler, un seminarista che lavorava con lui, furono condannati a morte per decapitazione. La sentenza fu eseguita il 3 dicembre 1942 nel carcere di Katowice.

Oggi don Macha diventa ufficialmente beato con la celebrazione nella Cattedrale di Cristo Re a Katowice presieduta dal Card. Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. 

Una liturgia celebrata in latino e polacco nella quale, Second il rito , il Metropolita di Katowice chiede a Papa Francesco, di iscrivere il Venerabile Servo di Dio Jan Franciszek Macha nel gruppo dei Beati. 

Nell'omelia, letta in polacco, il cardinale Semeraro ha detto: “Mentre in Polonia e nel mondo imperversavano le violenze e i soprusi della guerra, comprese che solo la fede e la carità rendono possibile il riconoscimento della dignità inalienabile di ogni persona, creata a immagine e somiglianza di Dio”.

Le reliquie saranno portate al presbiterio dalla famiglia del nuovo beato. Sono: l'ultima lettera ai genitori e ai fratelli scritta da don Jan Macha poco prima della sua morte, un rosario fatto a mano da lui stesso e un fazzoletto macchiato di sangue.

Le autorità religiose chiedono ovviamente di adeguarsi alle norme sanitarie anti covid vista la situazione, ma certo per la città e per la Polonia è una giornata significativa. 

Don Jan Macha è nato a Chorzów Stary il 18 gennaio 1914, attivo nello scoutismo e nello sport e nell'Associazione Giovanile Cattolica, il 25 giugno 1939 fu ordinato sacerdote dal vescovo Stanisław Adamski nella chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo a Katowice. Dopo due mesi come vicario nella sua parrocchia di origine, il 10 settembre ha assunto l'incarico di vicario presso la chiesa parrocchiale di S. Giuseppe in Ruda Śl.  Lì stabilì contatti con un'organizzazione segreta e sviluppò una vivace opera di caritativa tra le famiglie polacche, colpite dalle conseguenze dell'occupazione. Il 5 settembre 1941 arriva l’arresto. 

 

 Dopo l’esecuzione il corpo di don Macha non fu mai consegnato alla famiglia, molto probabilmente bruciato nel campo di concentramento di Auschwitz. In una lettera scritta poche ore prima dell'esecuzione don Macha chiese alla sua famiglia di trovare per lui "un angolo tranquillo nel cimitero, in modo che di tanto in tanto qualcuno mi ricordi e dica un 'Padre nostro' per me". La sua richiesta fu accolta anni dopo, quando, su iniziativa dei compagni di classe, nell'ottobre 1951, fu realizzata una tomba simbolica di don Jan nel vecchio cimitero della parrocchia di S. Maria Maddalena a Chorzów Stary. A livello diocesano, il processo di beatificazione di don Jan Macha è iniziato nel 2013 ed è durato fino al 5 settembre 2015. Il Decreto che conferma il martirio del Servo di Dio, don Jan Franciszek Macha, sacerdote dell'Arcidiocesi di Katowice, è stato approvato da Papa Francesco il 28 novembre 2019. Il futuro beato sarà nominato patrono, tra l'altro, del Seminario Maggiore Teologico della Slesia che ha sede a Katowice.

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