Don Renato Ziggiotti, quinto successore di San Giovanni Bosco

Salesiano, ha vissuto la propria vita religiosa per ben 73 anni

Don Renato Ziggiotti, SDB
Foto: pubblico dominio
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L'8 dicembre 1920 viene ordinato sacerdote dal vescovo di Padova Monsignor Luigi Pellizzo don Renato Ziggiotti.

Rettor maggiore della Congregazione Salesiana e Quinto successore di San Giovanni Bosco il nome del sacerdote è ricordato per il grande impulso che con il suo lavoro seppe infondere alla famiglia salesiana.

Uomo energico e dotato di una grande fede era nato il 9 ottobre 1892 a Bevadoro, frazione di Campodoro, in provincia di Padova.

Ancora adolescente, entra nel Collegio Manfredini di Este per le classi elementari e matura la vocazione salesiana tanto da affermare che “fin dall'età della ragione fu salesiano”.

Novizio a Foglizzo Canavese il 16 luglio 1909 emette la professione religiosa nelle mani del futuro beato don Michele Rua, diretto successore di don Bosco.

Negli anni 1915-18 è chiamato alle armi, con il grado di sottotenente di artiglieria ed in seguito è promosso tenente.

In un'operazione sul Carso è ferito al braccio sinistro meritando la medaglia di argento al valor militare. E' congedato con il grado di capitano.

Chi visse con il religioso gli anni della Grande Guerra ne ricorda la bontà, lo zelo e la capacità di ascoltare gli altri nel duro servizio militare.

Tornato alla famiglia salesiana i superiori, intuiti i buoni talenti, lo invitano a proseguire gli studi tanto che nel 1921 si laurea in lettere presso l'Università di Padova.

Chiamato all'insegnamento ed alla direzione del Collegio don Bosco di Pordenone, nel proprio servizio è zelante ed amante della concordia. Allievi e docenti ne apprezzano le doti di leader e di autentico religioso.

Ispettore in varie case della Congregazione in Piemonte ed in Sicilia e ricoprendo sempre più delicati incarichi è stimato da tutti per la disponibilità e l'attenzione nel proprio operato.

Alla scomparsa di don Ricaldone il 1° agosto 1952 è eletto quinto successore di don Bosco alla guida della famiglia salesiana.

Nel delicato servizio ai confratelli è poliedrico, dando impulso alle opere educative e alle missioni estere visitate nel proprio ruolo. Fra queste si ricorda quella operata in Giappone al venerabile don Vincenzo Cimatti, missionario e modello di salesianità nel mondo.

Don Ziggiotti ha modo di portare avanti le attività intraprese con fiducia ed ottimismo, doti tipiche dal carisma voluto da San Giovani Bosco.

Autentico salesiano, il sorriso che lo ritrae nelle molte immagini ne ricorda lo spirito ed il modo di essere. Chi lavora con lui osserva che sapeva dare fiducia ed avere fiducia: ciò fa lavorare e bene.

Terminato il proprio mandato, nel 1970 celebrata la messa per le nozze d'oro sacerdotali al Colle don Bosco è inviato nella comunità di Albarè di Costermano, nel suo amato Veneto, allora sede del noviziato.

Nel 1980 all'istituto Este Manfredini, di Padova, nel quale aveva iniziato il proprio cammino salesiano, celebra il Sessantesimo di sacerdozio.

Il 19 aprile 1983 si spegne a novant'anni di età, di cui settantatre di professione religiosa e sessantadue di sacerdozio, tutti spesi per la propria Congregazione.

Chi ebbe il dono di incontrarlo negli ultimi anni di vita ricorda il grande spirito di orazione che riempiva le ore del quotidiano del religioso. Divenuto preghiera vivente recitava anche dodici corone del Santo Rosario al giorno, segno del proprio intimo ed ininterrotto colloquio con il Padre celeste e la Madonna.

Gli ultimi anni di vita li trascorre nel raccoglimento e nel silenzio, attendendo quell'incontro atteso e desiderato da tutta una vita con Cristo e con il suo amato San Giovanni Bosco.

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