È nata la Conferenza Ecclesiale di Amazzonia. Il Cardinale Hummes presidente

Lo scorso 29 giugno ha visto la luce la Conferenza Episcopale di Amazzonia. Nata come espressione del Sinodo, punta ad aiutare la Chiesa nella riforma

Un momento della riunione che ha portato alla costituzione della Conferenza Ecclesiale di Amazzonia
Foto: sinodoamazonico.va
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È il Cardinale Claudio Hummes il primo presidente della Conferenza Ecclesiale di Amazzonia, organismo regionale nato sulla scia del Sinodo Speciale per la Regione Panamazzonica voluto da Papa Francesco lo scorso ottobre. Stabilita al termine di una riunione via web tra il 26 e il 29 giugno scorso, il nuovo organismo ha l’obiettivo di diventare “un ponte che animi altre reti e iniziative ecclesiali e socio-ambientali a livello continentale e internazionale”.

Quasi scontata la decisione del Cardinale Hummes come presidente, lui che da presidente della Rete Ecclesiale Panamazzonica (REPAM) è stato tra gli organizzatori e gli animatori del Sinodo. E se l’esortazione post-sinodale Querida Amazonia non ha dato, in termini di riforma della Chiesa, quanto molti si aspettavano, il Cardinale Pedro Barreto, arcivescovo di Huancayo e presidente della REPAM, non ha mancato di sottolineare che la conferenza nasce anche con l’obiettivo di aiutare “la riforma nella Chiesa”.

Certo, la scelta di costituirsi il 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo, ha il senso di “porsi al servizio della Chiesa, della sua opzione profetica e della sua azione missionaria in uscita”, spiega una nota diffusa al termine dell’assemblea. La stessa nota ricorda che “la pandemia colpisce con forza la regione panamazzonica e la realtà di violenza, esclusione e morte contro il bioma e i popoli che lo animano reclama un’urgente quanto imminente conversione integrale”.

Oltre al Cardinale Claudio Hummes, presidente, l’assemblea ha scelto il vescovo David Martinez de Aguirre Guinea, vicario apostolico di Puerto Maldonado, in Perù. Porprio a Puerto Maldonado, Papa Francesco incontrò i popoli dell’Amazzonia durante il viaggio in Perù nel gennaio 2018.

Il comitato esecutivo include il vescovo Eugenio Coter, vicario apostolico di Pando (Bolivia), che funge da rappresentante delle Conferenze Episcopali del territorio amazzonico. Quindi, ci sono le presidenze degli altri organismi regionali: la Conferenza Episcopale Latinoamericana (CELAM), che fu fondata addirittura da Pio XII; la REPAM, vero motore del Sinodo speciale per l’Amazzonia; la Confederazione Latinoamericana dei Religiosi (CLAR); la Caritas di America Latina e Caraibi.

Il comitato direttivo include anche tre rappresentanti dei popoli originari: Patricia Gualinga del popolo kichwa-Sarayakú (Ecuador); suor Laura Vicuña Pereira del popolo Kariri (Brasile), e Delio Siticonatzi del popolo Asháninka (Perú).

La fondazione della Conferenza Episcopale fa seguito ad una precisa richiesta del documento finale del Sinodo, che al punto 115 chiedeva di “creare un organismo episcopale che promuova la sinodalità tra la Chiesa della regione panamazzonica, che aiuti a delineare il volto amazzonico della Chiesa e che continui nell’impegno di trovare nuovi cammini per la missione evangelizzatrice”.

Papa Francesco, poi, nella Querida Amazonia, aveva auspicato al punto 4 che “i pastori, i consacrati, le consacrate e i fedeli laici dell’Amazzonia si impegnino nell’applicazione” del lavoro sinodale”.

Hanno partecipato alla riunione costitutiva della nuova conferenza episcopale i cardinali Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei Vescovi; Luis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli; e Michael Czerny, sottosegretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

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