Ecumenismo, il catholicos armeno Karekin II: “Sviluppiamo il tema dell’amore”

Il Catholicos Armeno Karekin II parla al Festival delle Religioni
Foto: Festival delle Religioni, per gentile concessione
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I cristiani? Sono cercatori di verità, chiamati a sviluppare e praticare il tema dell’amore. Karekin II, catholicos della Chiesa Apostolica di Armenia, in una intervisa con ACI Stampa delinea le sfide del dialogo ecumenico di oggi.

Lo fa in una cornice di relazioni straordinariamente buone tra Chiesa Apostolica Armena e Chiesa Cattolica, ormai non più divise da nessun problema teologico. Per tre volte, Karekin II ha incontrato Papa Francesco in questi ultimi due anni. A San Miniato, la basilica di Firenze dedicata al monaco armeno che morì martire proprio in quelle terre, ha parlato lo scorso lo scorso 26 aprile in una conferenza al Festival delle Religioni, dell’importanza della ricerca della verità, denunciato il comunismo che in Armenia aveva tolto ogni oggettività e trascendenza alla verità, indicato la strada del futuro in una rinnovata adesione a Cristo. ACI Stampa lo ha incontrato dopo la conferenza.

Santità, lei ha parlato nella rapporto tra verità e fede. Quanto si pensa che questo senso della verità sia andato perso nel mondo di oggi?

Nel mondo di oggi vediamo molte situazioni di vizio, che gettano ombra sulla verità, ma crediamo fermamente che una persona che crede e che crede in Cristo, che crede Dio può accedere a questa verità e farla diventare fonte di vita.

Lei ha fatto accenno al pensiero comunista in Armenia, che metteva l’uomo al centro di ogni cosa. Quanto è forte il rischio che il pensiero comunista, anche se non chiamato più tale in questo mondo?

Naturalmente queste situazioni che ho accennato nel mio discorso persistono nel mondo, ma come ho menzionato nella frase precedente, è una sfida per ogni cristiana poter, attraverso l’atto della fede, arrivare alla riscoperta della verità in Cristo. Come cristiani dobbiamo essere molto vigili perché situazioni che cercano di intimidire il processo di giungere alla verità ci sono sempre stati e ci saranno anche in futuro. Quello che è importante è la missione che ogni cristiano ha di non farsi deviare da queste situazioni, anzi di vedere nell’apostolato di ciascun cristiano quello di combattere per mantenere intatta la verità. Nel mondo vediamo molte situazioni, guerre, carestie, persecuzioni, la povertà, problemi social di vario genere che non sono altro che l’espressione di una verità messa ai margini. Quello che può fare il cristiano dinanzi a questo tipo di situazioni è continuare a ispirarsi alla fede in cerca della verità. È attraverso la conoscenza della verità che ci rendiamo liberi.

Si parla tanto di un ecumenismo basato su un impegno pratico: l’impegno comune per i poveri, l’impegno comune per i migranti… in che modo l’ecumenismo può anche essere un lavoro comune di ricerca della verità? Perché il dibattito teologico sembra un problema, ma magari c’è un ecumenismo della verità che va perseguito…

Certamente è un tema molto importante nell’ambito politico, e tutte queste situazioni di difficoltà che ho citato prima non fanno altro che sfidare i cristiani a trovare un risposta in maniera unitaria. Perciò è una richiesta del Signore quella di rispondere alle situazioni attraverso un comune impegno. E naturalmente c’è il tema centrale che è quello dell’amore. L’amore che viene dal Signore e che deve naturalmente essere reso pratico, reso concreto nella vita.

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