Ecumenismo, la crisi COVID discussa dalle Comunioni Cristiane Mondiali

Si è tenuta dal 20 al 22 ottobre la Conferenza Annuale dei Segretari delle Comunioni Cristiane Mondiali. La crisi del coronavirus è stata al centro dell’incontro

Un momento della conferenza dei Segretari delle Comunioni Cristiane Mondiali, 20-22 ottobre 2020
Foto: Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani
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Le misure anti-COVID sono una sfida senza precedenti per le Comunioni Cristiane di tutto il mondo, ma ha permesso anche di sviluppare nuove e durature forme di ministero pastorale e vita ecumenica. Ne ha parlato la Conferenza dei Segretari delle Comunioni Cristiane Mondiali si è tenuta dal 20 al 22 ottobre, in forma telematica, radunando più di trenta partecipanti che rappresentavano tutta la galassia cristiana nel mondo. Per la Chies Cattolica, partecipavano il vescovo Brian Farrell, segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, con padre Andrzej Choromanski, officiale incaricato delle relazioni multilaterali.

La Conferenza è nata a riunirsi nel 1957, quando rappresentanti di alcune organizzazioni confessionali si erano radunati a Ginevra per un incontro informale in modo da facilitare il coordinamento e la cooperazione nel lavoro delle loro differenti organizzazioni. A seguito di questo incontro, si aggiunsero anche rappresentanti del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli e del Patriarcato di Mosca, nonché delle Chiese Ortodosse Orientali e della Chiesa Cattolica. Altre confessioni che, mano a mano, furono inglobate nella conferenza furono gli Avventisti del Settimo Giorno, l’Esercito della Salvezza, la World Evangelical Fellowship, la Conferenza Pentecostale Mondiale e il Consiglio Mondiale delle Chiese.

Era un gruppo eterogeneo e senza una struttura precisa, che si diede il nome di Conferenza dei Segretari delle Comunità Cristiane Mondiali, e che si è incontrato annualmente dal 1957, con l’eccezione del 1960, il il 1961 e il 1975. Si tratta di incontri che restano informali, e che non producono alcuna dichiarazione congiunta. Durante l’ultimo incontro, si è discusso appunto anche della natura dell’organizzazione, arrivando a specificare che la Conferenza – si legge in una nota del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani – “non è un’organizzazione con obiettivi programmatici e un ordine del giorno determinato, ma un forum fraterno di segretari provenienti da diverse comunioni cristiane, nonché rappresentanti di alcune organizzazioni ecumeniche mondiali che si riuniscono ogni anno per avere uno scambio di informazioni, imparare gli uni dagli altri e sviluppare relazioni fraterne tra le loro Chiese”.

L’incontro è stato presieduto dalla Reverenda Gretchen Castle (Friends World Committee for Consultation) e dal Reverendo Ganoune Diop (Avventista del Settimao Giorno) come segretario, ed è stata aperta da una preghiera guidata dall’ex presidente, il reverendo Martin Junge, della Federazione Luterana Mondiale.

Come detto, gran parte della discussione si è focalizzata sull’impatto della pandemia di coronavirus sulla vita delle Chiese. La sfida senza precedenti è stata dalla limitazione dell’accesso dei fedeli alle celebrazioni, che ha anche ridotto le relazioni ecumeniche. Allo stesso tempo, si è riconosciuto che durante la pandemia si sono sviluppate nuove forme di pastorale, anche attraverso l’uso di tecnologie.

L’incontro ha anche riconosciuto che l’enciclica Fratelli Tutti di Papa Francesco è un incoraggiamento per tutte le Comunioni cristiane ad unire gli sforzi per costruire una cultura dell’incontro, della solidarietà e della fraternità universale, oltre i confini politici, sociali e religiosi.

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