Ecumenismo, la missione della Chiese orientali cattoliche in una Europa secolarizzata

Il CCEE e la Chiesa greco Cattolica Ucraina riuniti l'incontro annuale a Roma

I vescovi del CCEE
Foto: CCEE
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“Al di là delle pretese eccessive e irrealistiche che ostacolano la ricerca dell’unità, questa ricerca potrà progredire soltanto sulla via dell’apprendimento reciproco”.

Il cardinale Koch Presidente del Pontificio consiglio per l’ Unità dei Cristiani lo ha detto nella sua approfondita relazione teologica presentata a Roma,in occasione dell’incontro annuale dei Vescovi orientali cattolici in Europa. Al convegno organizzato dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa e dalla Chiesa greco-cattolica ucraina, dal titolo: “La missione ecumenica delle Chiese orientali cattoliche d’Europa oggi”. Il cardinale svizzero ha aggiunto che l’interpretazione dell’obiettivo stesso dell’ecumenismo rientra nei temi più controversi del contesto ecumenico attuale. Tra i temi la questione del martirio comune di tutti i cristiani e una maggiore attenzione alla sinodalità.

Il Presidente del CCEE, il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, ha messo in luce la necessità di rafforzare il “trittico ecumenico, il leitmotiv con il quale il Santo Padre descrive l’impegno ecumenico: “camminare insieme, pregare insieme, lavorare insieme” e quindi ancora la sinodalità.

Il cardinale Leonardo Sandri Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali ha affrontato il tema delle rinnovate sfide pastorali per la presenza in Europa di un numero sempre maggiore di cristiani orientali, soprattutto provenienti dal Medio Oriente. Una questione che si scontra con la sempre crescente secolarizzazione dell’ Occidente. Allora una strada da percorrere è quella della carità “come forma di avanguardia e di presenza autenticamente “cattolica” cioè universale, perché aperta a tutti, e come modo di educare le persone a partire dal Vangelo”.

Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halič e Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina ha introdotto i lavori ribadendo che “l’ecumenismo non è facoltativo; questa missione fa parte della identità delle Chiese orientali cattoliche. Ma si avverte ultimamente che con il superamento dell’uniatismo come modello per raggiungere la piena e visibile “unità” della Chiesa, al giorno d’oggi si mette in discussione, o addirittura si nega, la ragione stessa dell’esistenza delle Chiese orientali cattoliche, e specialmente quelle chiamate “uniate”.

Infine il Cardinale segretario di stato vaticano Pietro Parolin ha messo in rapporto la diplomazia con l’ecumenismo, mettendo però ima guardia dal rischio di confondere i piani tra religione e politica e di passare dal dialogo vero e cristiano : “ utilizzare la religione come esca o pretesto per realizzare i propri fini politici- ha detto il porporato- è un uso spudorato dall’arte della diplomazia” se essa invece è arte della speranza. E del resto il dialogo si nutre di speranza e di pazienza.

L’incontro è in corso di svolgimento al Pontificio Collegio Ucraino di San Giosafat al Gianicolo a due passi dal Vaticano. L'incontro con le Chiese Orientali cattoliche è uno degli appuntamenti annuali regolari del CCEE. 

 

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