"Educare oggi e domani", in Vaticano si commemora la "Gravissimum Educationis"

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L’occasione è il cinquantesimo anniversario di “Gravissimum educationis”, la Dichiarazione del Concilio Vaticano II sull’educazione cristiana, ed il venticinquesimo di “Ex corde Ecclesiae”, la Costituzione Apostolica sulle università cattoliche. Ma alla base del Convegno internazionale che si apre oggi in Vaticano, sul tema “Educare oggi e domani”, c’è un’indicazione di Benedetto XVI, “nata durante l’Assemblea Plenaria dei Cardinali e Vescovi della Congregazione per l’Educazione Cattolica, riunitasi nel gennaio 2011, nella quale si è discusso sulle future linee di azione del Dicastero”, come ha spiegato il Segretario dello stesso organismo, il vescovo Vincenzo Zami.

Al Convegno prenderà parte, sabato prossimo, anche Papa Francesco, nella sessione conclusiva prevista nell’Aula Paolo VI. Nel corso della mattinata in programma la sintesi dei lavori affidata a P. Pedro Aguado, Superiore Generale dei Padri Scolopi, i commenti da parte della Prof.ssa Nieves Tapia (Argentina), di P. Antonio Spadaro, S.J. (Direttore de La Civiltà Cattolica) e di Jan de Groof, docente di diritto internazionale a Bruxelles e a Tilburg. La seconda parte sarà articolata in brevi testimonianze da scuole e università cattoliche del mondo con le risposte e l’intervento conclusivo del Santo Padre.

Il cardinale Giuseppe Versaldi ha spiegato “la partecipazione della Congregazione per l’Educazione Cattolica alla passione educativa della Chiesa che ancora oggi sente – come recita l’incipit del documento conciliare di cui celebriamo il cinquantesimo – ‘l’estrema importanza dell’educazione nella vita dell’uomo e la sua incidenza sempre più grande nel progresso sociale contemporaneo’”.

Per il Prefetto per la Congregazione per l’Educazione Cattolica, “la dichiarazione conciliare sull’educazione cristiana ha una grande importanza storica. Infatti, è stata la prima volta che un Concilio si è pronunciato sul tema dell’educazione nella sua accezione scolastico-universitaria”. La “Gravissimus educationis”, ha detto venerdì scorso durante la presentazione del Convegno presso la Sala Stampa della Santa Sede, “è un testo breve ma che ha avuto molte conseguenze circa l’importanza e il senso dell’educazione, cattolica ma non solo, e ha favorito sviluppi nel campo della pedagogia”, e “ha posto il concetto di educazione che non può essere estrapolato dall’ambito dei diritti della persona e che nemmeno può riferirsi ad essa in modo riduttivo”.

Il cardinale Versaldi ha chiarito che sul terreno che si sviluppa dalla “dignità della persona e della sua natura completa, da cinquant’anni a questa parte, la Congregazione per l’Educazione Cattolica ha dato il suo servizio di approfondimento, di orientamento e anche di regolamento dell’educazione”. In particolare, oltre ai documenti che ha aggiornato in base alle diverse mutazioni della Chiesa e della società la Congregazione opera “in favore dell’educazione scolastica cattolica”, ma poi ha un ruolo fondamentale nell’orientare le istituzioni degli studi ecclesiastici e svolge un’azione di promozione delle università cattoliche.

Al convengo si sono iscritti in duemiladuecento, tra cui una sessantina di vescovi. Alla sessione conclusiva di sabato si uniranno altri cinquemila, tra docenti e studenti dei Pontifici Atenei Romani, e delle Università Cattoliche in Italia: l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la LUMSA, l’Università Europea e il Campus Bio-medico.

Prima del Congresso di oggi, una commemorazione dei due documenti si è svolta all’Unesco a Parigi, “dove la Santa Sede segue costantemente la riflessione sulle strategie mondiali circa l’educazione attraverso un Osservatore Permanente”, ha spiegato il vescovo Zani. “Questo primo Forum internazionale si è svolto il 3 giugno scorso con gli interventi principali affidati alle massime autorità: per la Santa Sede, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, e per l’UNESCO il Prof. Hao Ping, Ministro dell’educazione della Cina Popolare e attuale Presidente, e la Dott.ssa Irina Bokova, Direttrice Generale. Il Forum è stato inserito tra gli eventi speciali nell’agenda delle celebrazioni del 70° dell’UNESCO, che pure cade in questo anno”, ha detto ancora.

Ma un lavoro importante, ha detto ancora Zani, parte dalle “prospettive”, perché “viene richiesto da più parti un Direttorio Generale per l’educazione cattolica, nel quale vengano riassunti i punti essenziali dei principi e delle norme emanate in numerosi documenti dal Concilio fino ad oggi, relative alle istituzioni educative cattoliche: scuole e università” e “dopo il Congresso sarà costituito un gruppo di lavoro a tale scopo”.

Inoltre, ha detto ancora il presule, “il 28 ottobre scorso, il giorno in cui ricorreva la data di promulgazione della Dichiarazione conciliare, Papa Francesco, con un suo chirografo, ha costituito una nuova Fondazione, denominata Gravissimum educationis, per lo studio di situazioni particolari e a sostegno di progetti originali e innovativi, soprattutto nelle situazioni più difficili”. Poi, “verrà, infine, costituito un piccolo gruppo di lavoro per seguire le problematiche giuridiche che inevitabilmente si registrano in varie zone del mondo, soprattutto in seguito ai cambiamenti di costituzioni o di leggi che mettono in difficoltà la sopravvivenza delle scuole e università cattoliche”.

Al Convegno odierno si giunge anche con un Instrumentum laboris, frutto di una serie di questionari, con risposte da più parti del mondo. Circa “149 questionari, provenienti da 62 paesi nel mondo, praticamente da tutti i raggruppamenti continentali e comprendono 11.600 lemmi che si ripetono in 222.700 parole chiave espresse nelle numerose lingue dei rispondenti”, ha annunciato il professore Italo Fiorin, curatore del documento. “Si tratta soltanto di una piccolissima parte, quantitativa e qualitativa, della varietà di esperienze, punti di vista, percezioni, pratiche in atto nelle istituzioni educative cattoliche – ha detto -. Va però detto che i documenti prodotti in risposta al questionario che prevedeva solo domande aperte sono stati generalmente corposi, e, soprattutto, il risultato di un complesso lavoro che ha coinvolto in momenti di seminario o di gruppi di lavoro molte realtà impegnate nell’educazione. Questo conferisce alla documentazione esaminata un valore e una rappresentatività molto più significativa”.

Il punto cardine della ricerca, perché di questo si tratta in fin dei conti, è che “scuole e università cattoliche perseguono la qualità degli apprendimenti degli alunni, ma non limitano la loro preoccupazione al fatto di conseguire una buona reputazione”. “Il loro progetto educativo – ha spiegato Fiorin - prevede che sapere e vita s’incontrino, e la ricerca e lo studio sono intesi come mezzi di promozione umana e sociale. Nel perseguire la formazione integrale degli studenti viene proposto un curricolo che, insieme allo sviluppo cognitivo, promuova lo sviluppo affettivo, relazionale, spirituale e alimenti la responsabilità nei confronti degli altri e dell’ambiente. L’educazione della persona umana deve essere armonica, come ricorda spesso papa Francesco: mente, mano, cuore. La mente per capire, il cuore per sentire e la mano per agire di conseguenza, potremmo dire per servire”.

Tra le “principali direttrici” per le Istituzioni educative cattoliche ci sono poi alcune parole chiave: ricerca, testimonianza, dialogo, servizio, inclusione, speranza.

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