Esercizi Spirituali. La chiamata del Re Eterno

Sant'Ignazio analizza la scelta tra il Regno eterno e quello temporale

La processione penitenziale all'Aventino
Foto: Archivio CNA
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Introduzione:

Sant'Ignazio, dopo aver trattato del Principio e Fondamento, nel libro degli Esercizi spirituali passa ad analizzare lo schema delle quattro settimane.

Nella prima si ragiona sui propri limiti ed impara a sentire la voce di Dio che lo chiama distaccandosi dal peccato e da quanto ostacola il proprio camino di fede.

Nella seconda, invece, è chiamato ad una scelta più ferma ascoltando la chiamata del Re eterno in contrapposizione con quella del sovrano temporale.

Il santo immagina due regni distinti nei quali nel primo c'è la gioia, la serenità e la strada di Dio e nel secondo c'è l'altro regno caratterizzato dalla presenza del re chiamato temporale che segue il tempo ossia il mondo, concretizzato da vizi e passioni che - parole del santo - incatenano l'anima del cristiano rendendolo prigioniero.

E' interessante leggere questa parte del testo e meditarla più volte in quanto consente di prendere parte della vita  di  Cristo militando sotto la sua bandiera.

Sant'Ignazio usa espressioni forti e plastiche mostrando le anime che prendono parte a questo incontro fra la volontà ed i due regni.

Dal testo degli Esercizi spirituali:

La seconda parte di questo esercizio consiste nell'applicare l'esempio precedente del re terreno a Cristo nostro Signore, seguendo gli stessi tre punti. Primo punto. Se l'appello del re terreno ai suoi sudditi merita attenzione, quanto più degno di considerazione è vedere nostro Signore, re eterno, che ha davanti a sé tutti gli uomini del mondo, e chiama ciascuno in particolare dicendo: "È mia volontà sottomettere al mio potere tutto il mondo e tutti gli avversari, e così entrare nella gloria del Padre mio; perciò chi vuole venire con me deve faticare con me, perché, seguendomi nella sofferenza, mi segua anche nella gloria...Penso che tutte le persone ragionevoli e di buon senso si offriranno senza riserve alla fatica.”

La scelta relativa a quale parte rivolgersi è l'effetto della preghiera degli Esercizi, che non sono solo un metodo asettico di leggere i segni del Vangelo nella vita, bensì il modo più autentico di seguire e sentire la volontà del Padre per la vita di ciascuno.

Per riflettere:

Meditando sul testo qualche minuto può essere utile domandarsi:

- Da quale parte rivolgo la mia attenzione?

- Che posto occupa il Re eterno nella mia vita?

- Il vangelo guarda sempre al fratello, ed insegna a non essere individualisti. Quindi mi chiedo cosa posso fare per mettermi al servizio degli altri (ad esempio: mi dedico ad un'opera di volontariato, mi soffermo per cinque minuti nella preghiera, offro a Dio la mia vita etc.).

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