Giubileo: fede e ragione nel dialogo

Il cardinale Mauro Piacenza Penitenziere maggiore
Foto: Gianluca Gangemi/CNA
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L'Anno Santo della misericordia è anche una occasione di dialogo con le altre fedi e una opportunità per approfondire la identità cristiana e cattolica. Nella compresione di questa realtà ci accompagna il Penitenziere maggiore il cardinale Mauro Piacenza.

Una caratteristica di questo anno giubilare è che si rivolge anche alle altre fedi, perché la misericordia è per tutti. Il Giubileo così ha anche uno scopo di dialogo, qual è il rapporto con le altre fedi?

Per il cristiano, l’atto di fede è un atto che deve essere assolutamente libero. Nessuno può costringere una persona a credere in un determinato modo e nessuno può costringerla a non credere come lui ritiene di credere. Si possono portare tanti argomenti di ragione per confrontarsi, per parlare, ma poi si deve tenere presente che l’atto di fede è un atto libero.

Secondo la dottrina cattolica la prima componente è la grazia di Dio e poi la buona volontà della persona che aderisce e che segue la grazia di Dio, aprendosi, non precludendosi al confronto e all’ascolto della verità che porta.

Nel mondo attuale, anche in Europa e nel mondo occidentale che ha le sue radici certamente cristiane, anche se non si può parlare oggi di civiltà cristiana in sé, perché guardando la società non è che possa dirsi cristiana anche se si possono trovare delle reminiscenze storiche, molti cristiani hanno le idee estremamente confuse sul rapporto tra le religioni, e pensano che il rapporto con le altre religioni sia semplicemente un relativismo.

Invece bisogna tenere presente che il relativismo è un danno per tutti, perché relativismo, indifferentismo, portano addirittura a delle forme di dittatura del pensiero. Noi la stiamo sperimentando. Praticamente c’è un pensiero unico per distruggere il pensiero unico: è una contraddizione in termini! Credo che importante sia il confronto leale, sereno, il rispetto sempre, e tenere presente che la società è composta di molti elementi che non sono uguali evidentemente, e che richiedono soprattutto di rivalutare l’aspetto razionale.

La ragione è la cerniera che può cucire, mettere insieme, idee diverse, religioni diverse, senza confondere niente. Perché le macedonie o le insalate russe in questo caso non servono proprio creano; soltanto dei danni. Credo che la ragione vada molto rivalutata, perché ci fa trovare il nesso”.

E con la ragione si può anche imparare a capire meglio il senso del peccato, il senso del peccato si è perso e il Giubileo è un momento d’oro per capire che cosa sia il peccato.

"Il peccato, in fondo – e qui entriamo nella questione della Ragione – è la sostituzione di Dio con io. Cade la D, ma nella realtà cade qualche cosa di più di una D. Perché in fondo chi è che mi dà il senso del peccato? Soltanto la legge di Dio, e la ragione che vede quando il peccato mio personale danneggia l’altro e danneggia la società.

Allora con queste due componenti riesco a capire cosa è il peccato. Ma fondamentalmente è porre se stessi al posto di Dio. Quindi non è vero quello che è vero, ma è vero quello che io ritengo che sia vero. Non è buono quello che è buono, ma è buono quello che io ritengo che sia buono, e così via… allora ecco che, per quadrare le idee, bisogna pensare a questo: se io mi riferisco a Dio, con la ragione riesco a capire e a condividere con gli altri tutta una visione molto ampia.

Se io sostituisco Dio con me stesso, non ho motivo per poter dialogare. Cadiamo in un soggettivismo esasperato, e apriamo la porta a tutte le dittature. Facciamo un esempio: le dittature in genere hanno un superuomo, o meglio un nano che si ritiene un superuomo, a quel punto tutti devono essere sudditi suoi, perché lui si è posto come Dio: dispone.

Pensiamo a un fenomeno tra i più eclatanti, quello di Hitler o di Lenin nel recente passato. La persona o l’ideologia di cui sono portatori diventa la verità, e allora schiaccia tutti. Invece quando c’è un Ente supremo che io riconosco, e lo riconosco con la Ragione. Poi ci sono tutte le varie ideologie, il denaro è uno degli idoli che trova il maggior numero di adoratori, schiavizza l’uomo, c’è il potere, c’è il pansessualismo, ecc".

 

 

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