Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI: ecco le nuove iniziative

Presentate oggi presso la Sala Stampa della Santa Sede le nuove iniziative della Fondazione Vaticana dedicata a Benedetto XVI

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Foto: Fondazione Raztinger
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Sono state presentate questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, le prossime iniziative della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI.  La Fondazione è ormai giunta alla IX Edizione del “Premio Ratzinger” e questo verra consegnato da Papa Francesco il 9 novembre 2019, in Vaticano. La Fondazione è stata istituita nel 2010 con la finalità di promuovere studi e pubblicazioni sull’opera e sul pensiero di J. RatzingerBenedetto XVI, e più in generale di promuovere studi teologici e nelle discipline connesse.

Durante la conferenza stampa è stato presentato anche il IX Simposio internazionale, sul tema: “La situazione economica, sociale e spirituale dei Paesi dell’Europa Centrale alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa”, in collaborazione con l’Università Cattolica ungherese “Pázmány Péter”, l’8 e il 9 ottobre 2019 a Budapest. La prima Relazione fondamentale sarà tenuta dal Cardinale Péter Erdö, Arcivescovo di Esztergom-Budapest.

 Infine è stato presentato Seminario dal titolo “Le sfide della Regione Panamazzonica: cooperazione necessaria tra gli Organismi internazionali e la Chiesa cattolica e leadership etica”, che si svolgerà il prossimo 19 ottobre in Vaticano nel contesto dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica (6-27 ottobre 2019).

Padre Federico Lombardi, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, commenta durante la conferenza stampa di presentazione degli eventi: "L’iniziativa più importante e nota di cui dobbiamo parlare è naturalmente il Premio Ratzinger, che giunge alla sua IX edizione. I premiati vengono proposti al Papa Francesco dal Comitato scientifico (costituito da 5 membri: i Cardinali A. Amato, K. Koch, G. Ravasi, L. Ladaria e dal Vescovo di Regensburg, Mons. Rudolf Voderholzer) e da lui approvati".

Quest'anno i premiati saranno due. Il primo è una celebrità internazionale: il Prof. Charles Margrave Taylor. Nato a Montréal il 5 novembre 1931, ha compiuto i suoi studi accademici presso la McGill University di Montréal e poi all’Università di Oxford conseguendovi il dottorato in filosofia. Oltre alla storia della filosofia si è dedicato soprattutto alla filosofia politica e alla filosofia delle scienze sociali. I suoi contributi più noti riguardano le aree del comunitarismo, del cosmopolitismo e dei rapporti fra religione e modernità, in particolare la tematica della secolarizzazione, di cui è considerato uno degli studiosi più autorevoli. Fra le sue opere più notevoli si possono ricordare: Sources of the Self (1989); A Secular Age (2007); The Language Animal (2016). Ha ricevuto molti riconoscimenti e premi internazionali.

Il secondo è un teologo africano: il Prof. Paul Béré. Originario del Burkina Faso, ma nato il 28 marzo 1966 in Costa d’Avorio, ha compiuto la sua prima formazione filosofica e teologica in Burkina Faso ed è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1990, dove ha continuato i suoi studi, che si sono completati con il dottorato all’Istituto Biblico di Roma. Dal 2007 ha insegnato Antico Testamento e lingue bibliche all’Istituto Biblico di Roma e all’Istituto teologico dei Gesuiti ad Abidjan (Costa d’Avorio) e ha condotto diversi progetti importanti per lo sviluppo della teologia in Africa (ad es. colloqui internazionali e incontri di esegeti in terra africana, costituzione della prima facoltà teologica dei Gesuiti in Africa, avvio di una rivista per la promozione della ricerca teologica africana). Ha collaborato come esperto a diversi Sinodi dei Vescovi ed è stato consultore della Segreteria generale del Sinodo (2009-2014). Dal 2018 è membro dell’ARCIC, la Commissione internazionale per il dialogo con la Chiesa anglicana. È anche membro di diverse associazioni di teologi, fra cui naturalmente l’Associazione dei teologi africani (ATA) e l’Associazione panafricana degli esegeti cattolici.

 Sul seminario promosso dalla Fondazione durante il Sinodo dell'Amazzonia, Padre Lombardi commenta: "L'evento mira a fare incontrare alti funzionari della FAO e dell’IFAD con i membri del Sinodo, in modo da approfondire il ruolo delle Organizzazioni Internazionali nel far fronte ai problemi dell’Amazzonia, e ciò nella prospettiva della leadership responsabile, etica, di fronte ad essi sia da parte ecclesiale, sia da parte laica. L’iniziativa è organizzata evidentemente d’accordo con la Segreteria del Sinodo, ma anche in collaborazione con l’Osservatore della Santa Sede presso le Organizzazioni internazionali presenti a Roma (FAO, IFAD, PAM), con l’Istituto Razón abierta, e gode dell’appoggio della Fondazione Templeton, nell’ambito di un progetto che mira alla formazione alla Leadership etica (Virtuous Leadership) e che prevede anche altre iniziative in corso di preparazione".

La Fondazione Raztinger presenta anche i vincitori del Premio “Razón abierta – Ragione aperta”, in collaborazione con l’Università spagnola Francisco de Vitoria, che è giunto quest’anno alla terza edizione. I lavori pervenuti entro il mese di aprile 2019 all’attenzione della Giuria internazionale – redatti in inglese o in spagnolo – sono stati circa 150, provenienti da più di 100 università di molti differenti Paesi.

Un’altra iniziativa completamente nuova della Fondazione, che è ancora in fase di avvio, ma è l’istituzione di un nuovo Premio, intitolato “Ratio et spes – Ragione e speranza”, in collaborazione con l’Università Nicolò Copernico di Toruń, in Polonia. Il Premio verrà assegnato in occasione della Festa dell’Università Nicolò Copernico, a Toruń, il 19 febbraio, che è anche la Giornata della scienza in Polonia.

 

 

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