Fonte Colombo, il "Santuario Francescano della Regola"

Intervista al guardiano del Santuario francescano di Fonte Colombo

Fonte Colombo
Foto: Fonte Colombo
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Il Santuario di Fontecolombo presso la città di Rieti è uno dei quattro santuari francescani che delimitano il cosiddetto "Cammino di Francesco nella Valle Santa reatina". Un gioiello di storia e spiritualità non molto conosciuto, ma che accoglie un importante tratto di vita di San Francesco. E' considerato "il Sinai francescano", è infatti questo il monte scelto da Francesco per stilare la regola definitiva del suo Ordine. ACI Stampa ha intervistato Fra Aldo La Neve, guardiano del Santuario.

Il Santuario di Fontecolombo. Qual è la sua storia e perchè è cosi importante per i francescani?

Il santuario di Fontecolombo è importante perchè appartiene alle origini dei francescani, è uno dei luoghi dove Francesco è passato più volte. Dopo Poggio Bustone, il poverello di Assisi è passato anche per di qui per incontrare il Papa. Le fonti raccontano che per un lungo tratto faceva il percorso con la barca. Qui prima era la palude. L'ultima bonifica fu quella di Mussolini. In questo luogo Francesco lascia due ricordi: la regola del 1223, approvata con bolla pontificia e poi si ricorda proprio qui da noi c'è stato l'intervento agli occhi del poverello, per il tracoma che aveva contratto in Oriente e che lo ha portato ad essere cieco. Un intervento di cauterizzazione con il ferro rovente. Molto doloroso. Le fonti dicono che gli ultimi tempi Francesco andava bendato. E' un ricordo importante per noi, la sofferenza di Francesco proprio qui.

Ho letto che ci sono state recentemente anche delle opere importanti di restauro...

Per ora sono state restaurate le cappelle sul piazzale del santuario e un'altra nella vecchia strada che scende giù nel bosco e va a Rieti. Poi un'altra cappella che si trova giù nella fonte delle colombe, il nome fu dato da Francesco a motivo delle colombe che vide bere alla fonte. Le cappelle sono state tutte restaurate recentemente ed è stata rifatta anche l'illuminazione nella chiesetta della Maddalena, dove Francesco pregava e partecipava alla messa. Anche la chiesa di San Michele, dove Francesco ha composto l'ultima redazione della regola.

Fra Aldo, come è cambiata la vita di voi frati con la pandemia?
Oltre la partecipazione alle difficoltà, al dolore, alla fatica delle persone che conosciamo e che ci contattano, la nostra vita è cambiata perchè il santaurio vede pochissime presenze. Ci sono le presenze del territorio, soprattutto alla celebrazione delle 19 e lì c'è partecipazione. Poi c'è l abitudine di chiedere un confessore. E ancora gruppetti che visitano il santuario, ma non c'è il pellegrinaggio di un tempo, noi siamo in 12 , attualmente ci sono sette frati e cinque postulanti. Tra la casa la terra il santuario non ci annoiamo. Cerchiamo di pregare e di andare avanti.

Il Santuario di Fontecolombo ha anche delle iniziative per i fedeli? Qual è il vostro rapporto con il mondo esterno?

Noi siamo molto vicini anche alle attività della Diocesi. Partecipiamo alle attività della Caritas, per esempio nel dormitorio o la mensa dei poveri e poi la presenza ad Amatrice. Da sempre un giorno alla settimana ci rechiamo lì per dare vicinanza e sostegno. Il mondo esterno non è tanto esterno, lo raggiungiamo con catechesi online, dirette, incontri su piattaforma. E poi uno di noi è parroco sulle montagne, una mezz'ora da qui, anche quella è una presenza importante.

Un augurio che volete fare come comunità a tutti i fedeli in questo tempo cosi difficile...

Non perdere la speranza, dobbiamo vivere il tempo che viviamo con cose buone, con la presenza di Cristo e con la preghiera, quello ci scalda il cuore. Anche quando tutto balla crediamo che Dio sia dentro questa storia, non fuori e quindi possiamo prendere contatto con Dio. Il tempo che ci è dato è comunque tempo di incontri, mettiamo i nostri piedi nelle scarpe degli altri, per camminare insieme.

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