Papa Francesco a Pietrelcina,dal frate che ha stupito il mondo per predicare la comunione

Il Papa nella cappella dell' olmo
Foto: Vatican Media / Aci Group
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“Pietrelcina la tengo tutta chiusa nel mio cuore”, scriveva Padre Pio il 22 dicembre 1926 al fratello Michele. E oggi a Pietrelcina per la prima volta arriva un Pontefice per ricordare il Centenario dell’apparizione delle stimmate permanenti di San Pio e il 50.mo anniversario della morte.

Ci troviamo oggi nello stesso terreno sul quale padre Pio dimorò nel settembre 1911 per “respirare un po’ di aria più sana” dopo che ne aveva “sperimentato la miglioria” per il proprio fisico” ha detto il Papa salutando i fedeli che erano sul piazzale davanti alla chiesetta che custodisce il luogo delle stimmate e l’olmo che presso il quale si trovava Padre Pio al momento di riceverle. A quell'epoca si tornava a casa si mangiava sano e lui lo fece con la passione per le sue origini. 

Il Papa si è fermato in preghiera nella cappellina poi ha ricordato la storia di quei momenti nella vita del santo: “Quello non fu, per lui, un periodo facile: era fortemente tormentato nell’intimo e temeva di cadere nel peccato, sentendosi assalito dal demonio. Con pochi poteva parlarne sia per via epistolare sia in paese”, ma “in quei terribili momenti padre Pio trasse linfa vitale dalla preghiera continua e dalla fiducia che seppe riporre nel Signore”. E aggiunge: "E questo non dà pace, perché si muove [si dà da fare]. Ma voi credete che il demonio esiste?... Non siete tanto convinti? Dirò al vescovo di fare delle catechesi... Esiste o non esiste il demonio? E va, va da ogni parte, si mette dentro di noi, ci muove, ci tormenta, ci inganna. E lui, aveva paura che il demonio lo assalisse, lo spingesse al peccato". 

Cita le lettere del frate Papa Francesco: «Tutti i brutti fantasmi che il demonio mi va introducendo nella mente spariscono allorché fiducioso mi abbandono nelle braccia di Gesù»”. E qui c'è tutta la teologia, chi è triste e ammalto ...abbandonati nelle braccia di Gesù,"qui c’è tutta la teologia! Tu hai un problema, tu sei triste, sei ammalato: abbandonati nelle braccia di Gesù. E questo ha fatto lui. Amava Gesù e si fidava di Lui".

Un cappuccino che “ha stupito il mondo con la sua vita tutta dedita alla preghiera e all’ascolto paziente dei fratelli, sulle cui sofferenze riversava come balsamo la carità di Cristo” dice il Papa che invita la gente ad imitarne l’”eroico esempio e le sue virtù, possiate diventare voi pure strumenti dell’amore di Gesù verso i più deboli”.

Parla di fedeltà alla Chiesa il Papa, quella stessa di Padre Pio e conclude con un augurio per la vita del paese perché “la popolazione decresce progressivamente e invecchia perché molti giovani sono costretti a recarsi altrove per cercare lavoro. L’intercessione del vostro Santo concittadino sostenga i propositi di unire le forze, così da offrire soprattutto alle giovani generazioni prospettive concrete per un futuro di speranza. Non manchi un’attenzione sollecita e carica di tenerezza agli anziani, patrimonio incomparabile delle nostre comunità”.

E il Papa parla della necessità delle comunione, in paese, solo un paese con la comunione diventa forte " Per favore non spendere tempo a litigare fra voi, non vi fa crescere". Come un bambino che piange perchè non vuole camminare, dice il Papa. Se un paesino litiga litiga sarà capace di crescere? Chiede il Papa. 

E chiede a tutti di “custodire come un tesoro prezioso la testimonianza cristiana e sacerdotale di san Pio da Pietrelcina: essa sia per ciascuno di voi uno stimolo a vivere in pienezza la vostra esistenza, nello stile delle Beatitudini e con le opere di misericordia. La Vergine Maria, che voi venerate con il titolo di Madonna della Libera, vi aiuti a camminare con gioia sulla via della santità”. E aggiunge di pregare perchè i giovani trovino lavoro in paese, ma i vecchis ono un tesoro, non emarginate i vecchi, che sono la saggezza. E ricorda il saluto a due anziani 99 e 97 anni: " che siano protagonisti della crescita del paese" e aggiunge "mi piacerebbe che una volta si desse il premio Nobel agli anziani che danno memoria all’umanità".

Il Papa è arrivato verso le 8, nel piazzale adiacente all’Aula Liturgica di Piana Romana, accolto dall’Arcivescovo di Benevento, S.E. Mons. Felice Accrocca, e dal Sindaco di Pietrelcina, Domenico Masone.

I fedeli in attesa da ore hanno salutato il Papa lungo il percorso poi hanno seguito il suo breve discorso. “Qui egli cominciò a sperimentare la maternità della Chiesa, della quale fu sempre figlio devoto”, e "amava la Chiesa, amava la Chiesa con tutti i suoi problemi, con tutti i suoi guai, con tutti i nostri peccati. Perché tutti noi siamo peccatori, ci vergogniamo, ma lo Spirito di Dio ci ha convocato in questa Chiesa che è santa. E lui amava la Chiesa santa e i figli peccatori, tutti". 

Sul palco la immagine della Madonna della Libera, la statua lignea policroma di scuola napoletana della fine del Seicento raffigurante la Madonna della Libera, patrona di Pietrelcina, che padre Pio chiamava affettuosamente “la Madonnella nostra” e della quale diceva: “Mi sono cresciuto ai suoi piedi”.

Il vescovo ha salutato il Papa con poche parole, chiediamo di essere confermati nella fede, ha detto. La nostra terra soffre a dispetto delle potenzialità, mortificata dalla mancanza delle infrastrutture. Questo pone nuove urgente alla vita pastorale ha detto il vescovo.

 

 

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