Gendarmeria vaticana, sicurezza, assistenza e collaborazione

Un momento della cerimonia
Foto: AA
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Il comandante del Corpo della Gendarmeria dello Sato della Città del Vaticano spiega così la missione quotidiana degli uomini che da 201 anni si occupano della sicurezza del Papa e dello Stato.

Questa mattina il Papa ha celebrato la Santa Messa per loro e le famiglie alla Grotta di Lourdes ai giardini vaticani. Nella omelia il Papa commentando il Vangelo ha detto: "Tutti noi siamo peccatori e tutti abbiamo bisogno dell’incontro con il Signore; di un incontro che ci dia forza per andare avanti, di essere più buoni, semplicemente. Ma stiamo attenti. Perché Lui passa, Lui viene e sarebbe cosa triste che Lui passasse e noi non ci accorgessimo che Lui sta passando. E chiediamo oggi la grazia: “Signore, che io sia sicuro che Tu stai aspettando. Sì, aspettando me, con i miei peccati, con i miei difetti, con i miei problemi“. Tutti ne abbiamo, tutti. Ma Lui è lì: è lì, sempre. Il peggiore dei peccati credo che sia non capire che Lui è sempre lì ad aspettarmi, non avere fiducia in questo amore: la sfiducia nell’amore di Dio".

Ieri sera invece i Giardini si sono illuminati dei fuochi artificiali che hanno concluso le celebrazioni ufficiali per la festa del Patrono San Michele.

Una festa di famiglia e un occasione per le autorità vaticana di dire grazie ai gendarmi.

Oltre al Segretario di Stato Parolin, al sostituto Becciu, il presidente del Governatorato cardinale Bertello e il Prefetto della Casa Pontificia Gänswein.

Il Comandante Giani ha ricordato che il lavoro dei gendarmi va ben oltre la sicurezza, c’è un impegno costante nella solidarietà. “ Fare il primo passo, è anche collaborare con i colleghi delle altre nazioni”  e lavorare a favore dell’uomo. Così i gendarmi raccolgono fondi per i bambini del Centrafrica e per la gente colpita dal terremoto in centro Italia.

In Africa arriva la costruzione di un reparto di neonatologia a Bangui in collaborazione con il Bambino Gesù, e a Norcia ci sarà una oratorio per la parrocchia Madonna delle Grazie.

Intanto si lavora per dare un nuovo pozzo ad un villaggio vicino Mosul e creare un ospedale a Ninive come chiesto dal Nunzio Zenari.

Prossimo appuntamento il 19 ottobre con la presentazione di un libro e un video sulla Gendarmeria per conoscere l’oggi, la tradizione e il futuro.

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