Germania, associazione “arcobaleno" contro il vescovo di Passau

Un predica sulla “Sacra famiglia”, pronunciata dal vescovo di Passau, Stefan Oster, ha provocato la dura reazione dell´Associazione delle lesbiche e degli omosessuali (LSVD) della Baviera

Il vescovo di Passau Stefan Oster
Foto: Diocesi di Passau
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Un predica sulla “Sacra famiglia”, pronunciata dal vescovo di Passau, Stefan Oster, ha provocato la dura reazione dell´Associazione delle lesbiche e degli omosessuali (LSVD) della Baviera, oltre ad innescare l'immancabile fiume di commenti (e insulti) sulla pagina Facebook del vescovo.

Il giovane vescovo, classe 1965, ha tenuto la sua omelia in occasione della Festa della Sacra Famiglia, nel Duomo di Passau (cittadina bavarese al confine con l´Austria) il 27 dicembre scorso. Offesasi per il contenuto, l´associazione “arcobaleno” ha indirizzato al presule una lettera aperta, cui il vescovo ha già prontamente risposto, respingendo le critiche. Durante l´omelia, il vescovo di Passau, addottoratosi nel 2003 in Filosofia presso l´Università di Augusta con una tesi sul suo maestro Ferdinand Ulrich, ha spiegato che gli intersessuali"non sono un terzo sesso, ma sono persone – chiaramente dotate di ogni dignità umana e diritti della persona – alle quali questa appartenenza ad uno dei due sessi manca. Si tratta di una manomazione (Beeinträchtigung)".

"Dove si presentano episodi di intersessualità - ha proseguito il vescovo - la natura ha creato una persona, cui manca qualcosa. Così nascono persone con una mancanza, come quando si è ciechi o si ha un difetto congenito al cuore, o una qualunque altra menomazione". Ci sono persone, cresciute come uomini o donne, che però non si sentirebbero a proprio agio in questa identità sessuale, "si augurano perciò – ha proseguito il vescovo durante la sua omelia intitolata “È oggi la famiglia classica ancora la normalità?” - un cambiamento della loro appartenenza sessuale. Vengono chiamati “trans” o si chiamano essi stessi così. Poiché la mia esperienza con queste persone è molto scarsa non posso e non voglio giudicarli". 

Sugli omosessuali il vescovo ha aggiunto che "la loro propensione è semplicemente presente". "Posso comprendere che le persone abbiano difficoltà a capire" come la Chiesa giudichi peccato non questa propensione, quanto il suo esercizio nell´atto sessuale. "Conosco tuttavia persone – ha proseguito Oster -che benché si sentano omosessuali, ritengono che questo insegnamento della Chiesa sia giusto. Sentono che in quell´atto sessuale per loro c´è qualcosa che non va".

L´Associazione delle lesbiche e degli omosessuali (LSVD) della Baviera ha obiettato al vescovo che le sue affermazioni "feriscono tante persone nel loro diritto e bisogno di accoglienza e libertà". Sotto accusa soprattutto il passaggio in cui il vescovo descrive l´intersessualità come un “difetto”, come una malattia o una “patologia al cuore”.

L´associazione “arcobaleno“ ha inoltre sottolineato il dramma degli omosessuali cattolici - per i quali l´atto sessuale sarebbe “peccato” - i quali si trovano "costretti in un conflitto personale senza uscita tra la loro fede e la libertà personale".

Monsignor Oster, replicando alla lettera aperta dell´LSVD, ha negato di aver inteso l´intersessualità come una malattia: "Ho parlato di mancanza della capacità riproduttiva delle persone intersessuali e della evidente mancanza di appartenenza ad uno dei due sessi. Ho detto che questa mancanza non inficia la dignità della persona né i suoi diritti personali, cosa che è evidente".

Il vescovo – scusandosi per non essersi "sforzato troppo sul terreno dell´empatia verso le persone colpite" - ha però rivendicato l´uso della parola „menomazione” (Beeinträchtigung) in quanto, "a mio modo di vedere, alcune forme di intersessualità appartengono a queste varianti, quando per esempio mancano i caratteri sessuali primari. Cosa che mi è stata confermata più volte dal punto di vista medico".

Il vescovo Oster ha replicato che la sua frase – alcuni omosessuali sentono che "nell´atto sessuale per loro c´è qualcosa che non va" - è stata interpretata male e diretta contro di lui. Ha spiegato di aver appreso questo tramite colloqui diretti con omosessuali che vogliono vivere secondo la dottrina della Chiesa e che pensano che nell´atto sessuale ci sarebbe per loro «qualcosa che non va". Ha aggiunto inoltre di non aver voluto intendere questa frase in modo universale, la frase, piuttosto, è stata strumentalizzata ed usata contro di lui. "Vedo davvero una tendenza nei media e nella società – ha concluso il vescovo Oster nella sua lettera in replica all´Associazione di omosessuali e lesbiche – di diffamare i temi della famiglia (come per esempio la difesa della vita) stringendoli in posizioni politiche".

Oster ha incassato alla fine il plauso del biblista viennese LudgerSchwienhorst-Schönberger: "Non conosco nessuna predica o testo della teologia cattolica e della Chiesa, che presenti in modo così preciso la dottrina della Chiesa cattolica in questo campo nel contesto delle domande del nostro tempo, senza mancare di confrontarsi al contempo con alcune questioni aperte".

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