Gesù ci sollecita ad un cambiamento di vita. III Domenica del Tempo Ordinario

Il commento al Vangelo domenicale di S. E. Mons. Francesco Cavina

Gesù e i discepoli
Foto: pd
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Gesù, dopo che il cugino Giovanni fu arrestato si trasferisce da Nazareth a Cafarnao, una città che sorgeva sulle rive del lago di Tiberiade e che aveva un carattere cosmopolita. In essa, come del resto nella regione della Galilea, abitavano anche pagani. Con questa sua scelta, afferma chiaramente che la parola che Egli annuncia non è riservata al solo popolo d’Israele, ma è per tutti. Gesù è la Luce che viene ad illuminare il mistero che è Dio e il mistero che siamo noi perchè ci svela che il fine ed il senso della nostra esistenza è la comunione con Dio, che è amore, nella vita presente e un domani nella vita eterna .

Per cogliere la novità che è entrata nel mondo con la Persona di Cristo è necessario la conversione: Convertitevi, perché il regno di Dio è vicino. Potremmo dire che il Signore si presenta come l’ araldo che viene da parte di Dio e fa risuonare la Sua voce sulle piazze degli uomini. In questo invito a cambiare vita - questo significa la parola conversione - è racchiuso l’intero messaggio di Gesù all’umanità. Ma perchè bisogna cambiare vita? Perchè il regno di Dio è vicino ossia si fa prossimo all’uomo. Il Regno non siamo noi a suscitarlo, ma viene dall’alto, da Dio. In questo senso è un dono che va accolto. In Gesù il nuovo mondo si è fatto avvenimento e Lui ci sollecita ad un cambiamento di vita. Cristo, dunque bussa alla porta della nostra vita. Se gli apriamo Egli viene a noi, nel nostro quotidiano. Vuole incarnarsi in ognuno di noi per farci in Lui figli di Dio.

Ora davanti a questa meravigliosa prospettiva non è possibile rimanere indifferenti ed inattivi, si impone l’esigenza di aprirsi pienamente a Lui. Come? Innanzitutto prestando attenzione alla presenza del Signore che è già in noi in virtù del sacramento del Battesimo. Portati al fonte battesimale noi siamo diventati “Tempio di Dio” e abbiamo accettato di iniziare un cammino di vita spirituale che si nutre di preghiera, di fedeltà, di partecipazione ai sacramenti, di carità fraterna per divenire testimonianza vivente dell’esistenza di Dio e della realtà eterna.

In questa domenica la Chiesa celebra  la giornata della Parola di Dio. Noi non possiamo dimenticare che celebrare la “Parola di Dio” significata in definitiva portare Cristo al centro della nostra fede. Insegna infatti il Catechismo della Chiesa Cattolica che "Cristo è l'unica parola della Sacra Scrittura" e poi specifica nel n. 102: attraverso tutte le parole della Sacra Scrittura Dio dice una sola parola: la sua parola unigenita, nella quale dice tutto di sé. E questa parola è Cristo (cfr. Eb 1,1-3). Questo insegnamento ci porta a riconoscere che tutta la vita cristiana si risolve nell’accogliere il Signore Gesù. La Chiesa lo riconosce e lo proclama perfettamente Uomo e perfettamente Dio. In quanto Uomo perfetto è il modello per ogni uomo, da cui segue una logica conseguenza: affinché l’essere umano possa raggiungere la sua perfezione deve conformarsi a Lui. Solo così l’uomo potrà capire l’amore di Dio, comprendere il vero valore delle cose e l’altissimo fine a cui è chiamato: godere un’esistenza sublime ed eterna insieme al suo Creatore e Padre.

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