Gesuiti, tutto pronto per la 36^ Congregazione Generale

L'Aula in cui si svolgerà la 36/ma Congregazione Generale
Foto: Angela Ambrogetti Acistampa
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Da lunedì prossimo 215 Gesuiti si riuniranno nella Casa Generalizia di Borgo Santo Spirito a Roma per eleggere il trentunesimo Preposito Generale della Compagnia di Gesù. La 36° Congregazione Generale sarà dunque chiamata a scegliere il successore di Padre Adolfo Nicolas Pachon, 80 anni, che ha presentato la rinuncia alla guida dell’Ordine ignaziano. Padre Nicolas è Superiore Generale dal 2008 quando subentrò al Padre Hans Peter Kolvenbach che a sua volta si dimise dopo 24 anni di generalato.

Domenica pomeriggio nella Chiesa del Gesù i 215 Padri che parteciperanno alla Congregazione Generale concelebreranno la Messa in vista dell’apertura dei lavori. 

Come primo atto formale la Congregazione Generale dovrà accettare e ratificare la rinuncia del Padre Generale. Successivamente i Padri potranno cominciare a discutere tra loro sulla figura più adatta a succedere a Padre Nicolas. “Sempre senza fare propaganda”, tiene a precisare Padre Orlando Torres, Rettore del Collegio Internazionale del Gesù a Roma.

Per essere eletto occorreranno 107 voti. “E’ presumibile - ha spiegato il gesuita Padre Federico Lombardi - che l’elezione avverrà non prima dell’inizio della seconda settimana di lavori”.  Di media le Congregazioni Generali si sono svolte ogni 10 anni - ha aggiunto Padre Lombardi - “proprio perché seguiamo l’insegnamento di Sant’Ignazio che diceva di non riunirsi inutilmente e di passare invece il tempo lavorando apostolicamente in giro per il mondo”:

Incontrando i giornalisti i Gesuiti hanno fatto il punto sullo stato di salute della Compagnia. Complessivamente i figli di Sant’Ignazio nel mondo sono circa 16700. Di questi 12000 sacerdoti, 1200-1300 fratelli coadiutori, 2700 scolastici e 750 novizi. Le presenze continentali sono così suddivise: 1600 in Africa, 5600 in Asia, 2600 nel Nord America, 2400 in America Latina, 4500 in Europa. 

Nonostante il Papa sia un Gesuita è “ancora troppo presto oggi per poter parlare di effetto Bergoglio sulle vocazioni”, ha spiegato Padre Torres. Nonostante il calo di vocazioni dall’Europa la Compagnia di Gesù “si sforza affinchè tutti possano fare gli studi previsti ed un candidato che non raggiunge questo livello culturale difficilmente sarà ammesso in Compagnia perché sarebbe molto infelice. Per noi è molto importante questo impegno perché la Chiesa stessa ha una aspettativa sulla Compagnia di Gesù riguardo l’apostolato intellettuale. Allora per poter continuare questo lavoro dobbiamo avere persone che siano in grado di poter seguire gli studi superiori”.

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