Giornata del Dialogo Ebraico Cristiano, a Milano un omaggio al rabbino Laras

Il rabbino Laras e il Cardinale Dionigi Tettamanzi durante la visita dell'allora arcivescovo di Milano nella Sinagoga della Città, 20 settembre 2003
Foto: Chiesadimilano.it
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Una giornata di studio in onore del Rabbino Giuseppe Laras si terrà a Milano il prossimo 17 gennaio. Promosso dal Consiglio delle Chiese di Milano, la giornata che mira ad andare “Alle Radici del Dialogo Ebraico Cristiano” viene organizzata nella Giornata del Dialogo ebraico-cristiano, che si celebra per le 29esima volta.

La Giornata del dialogo ebraico cristiano fu istituita nel 1989. Si scelse di celebrarla il 17 gennaio perché questo giorno precedeva immediatamente quella della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani: si trattava di un modo per sottolineare che la fede di Israele è radice del cristianesimo. È per questa stessa ragione che i rapporti ebraico-cristiani sono inclusi nel Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità tra i Cristiani, e non nel Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

Non è un caso che sia Papa Francesco che Benedetto XVI abbiano scelto il 17 gennaio (2016 e 2010) per visitare la Sinagoga di Roma.

Nel corso degli anni, le iniziative si sono moltiplicate. Dal 2005, e per dieci anni, in comune accordo con la comunità ebraica italiana, la CEI ha dedicato ogni anno allo studio di uno dei Dieci Comandamenti. L’anno scorso, oggetto di studio fu il libro di Ruth. Quest’anno, invece, si parla di Meghillot, il Libro delle Lamentazioni, uno dei “rotoli” su cui la sinagoga riflette in occasione di certe festività liturgiche.

Ha spiegato don Cristiano Bettega, che dirige l’ufficio ecumenico della Conferenza Episcopale Italiana:  “Come lo scorso anno, anche nelle meditazioni di questo sussidio viene preso in considerazione il libro intero, e non soltanto una sua parte”.

La Giornata si celebra il 17 gennaio anche in Polonia, Austria e Paesi Bassi, sempre su iniziativa delle conferenze episcopali locali.

 Questa giornata è la prima da quando, lo scorso 31 agosto, il Papa ha ricevuto un documento comune che esprimeva la posizione della Conference of European Rabbis, il Rabbinical Council of America e la Commissione di Dialogo del Gran Rabbinato di Israele sul dialogo ebraico cristiano.

Il documento si chiama “Tra Gerusalemme e Roma”, ed era stato pubblicato nel 2015, in occasione del cinquantesimo anniversario della Nostra Aetate. Il documento rappresentava anche una risposta al documento della Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo intitolato Perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili (Rm 11, 29), del 10 dicembre 2015.

In un articolo per l’Osservatore Romano, don Norbert Hofmann, Segretario della Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo, ha ricordato che “una prima reazione da parte ebraica a tale documento vi era già stata nel dicembre dello stesso anno con la dichiarazione Fare la volontà del nostro Padre in cielo: verso un partenariato tra ebrei e cristiani”, un testo di taglio generale che però “non era stata redatta da organizzazioni ebraiche ortodosse”, ma “era frutto dell’iniziativa personale di singoli rabbini. Al momento della sua pubblicazione è stata firmata da venticinque famosi rabbini ortodossi, ai quali, in seguito, si sono aggiunti molti altri firmatari”.

Il Papa, ricevendo il documento Fra Gerusalemme e Roma, lo ha collegato alla dichiarazione conciliare Nostra Aetate per l’importanza. Il documento, diviso in quattro parti, riconosce la collaborazione crescente con la Chiesa cattolica, esprimendo speranza che l’amicizia possa essere approfondita.

“Il documento Fra Gerusalemme e Roma e l’importanza che esso riveste – ha sottolineato padre Hofmann - sono stati al centro delle conversazioni che hanno avuto luogo a Gerusalemme dal 12 al 14 novembre 2017 tra una delegazione del Gran rabbinato di Israele e una delegazione della Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo”

Proprio in questo contesto si inserisce l’omaggio al Rabbino Giuseppe Laras, scomparso lo scorso 15 novembre, che fu tra i fautori del dialogo ebraico cristiano. L’evento “Alle radici del Dialogo Cristiano” si terrà all’Ambrosianeum di Milano, e sarà diviso in due sessioni.

La prima verterà su “Il Dialogo ebraico-cristiano: stato dell’arte e prospettive future”, con Piero Stefani (presidente nazionale del Segretariato Attività Ecumeniche) e Daniele Garrone (docente alla Facoltà Valdese di Teologia a Roma);la seconda avrà come tema “il Dialogo ebraico-cristiano e i suoi promotori”, con Rav Alfonso Arbib (Rabbino Capo di Milano) e monsignor Gianantonio Borgonovo (Arciprete del Duomo di Milano).

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