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Giubileo della Misericordia, i 5 temi di dicembre

Papa Francesco abbraccia Benedetto XVI dopo l'apertura della Porta Santa in San Pietro |  | ©ALESSIA GIULIANI/CPP Papa Francesco abbraccia Benedetto XVI dopo l'apertura della Porta Santa in San Pietro | | ©ALESSIA GIULIANI/CPP

8 dicembre 2015. Papa Francesco dà inizio ufficialmente al Giubileo straordinario della misericordia aprendo in San Pietro la Porta Santa. 

Proprio la Porta Santa è il simbolo del Giubileo. Il passaggio che ogni fedele compie attraverso Cristo, porta della misericordia del Padre. Francesco è il primo a varcarne la soglia. Predica misericordia e si comporta di conseguenza. Alle parole fa seguire i fatti. Concreti. Il Papa dedica l’Anno Santo alla misericordia e non c’è stato bisogno di stupirsi. Misericordia è la parola chiave del pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Fin dal suo primo Angelus ormai quasi quattro anni fa Francesco faceva della misericordia il fulcro - o almeno uno dei fulcri - del suo agire da Papa: la misericordia “cambia tutto. E’ il meglio che noi possiamo sentire: cambia il mondo. Un po’ di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto. Abbiamo bisogno di capire bene questa misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza”.

Il 18 dicembre Papa Francesco anticipa quelli che conosceremo come i venerdì della misericordia, un gesto concreto e privato che il Papa compie verso alcune realtà particolarmente disagiate, che hanno difficoltà o che si trovano in quelle che Francesco ama chiamare “periferie”. Nei pressi della stazione Termini il Pontefice celebra la messa con i poveri e apre la la Porta Santa della carità. “Io vorrei - auspicava il Papa - che lo Spirito Santo aprisse il cuore di tutti i romani, e facesse loro vedere qual è la strada della salvezza! Non è il lusso, non è la strada delle grandi ricchezze, non è la strada del potere. E’ la strada dell’umiltà. E i più poveri, gli ammalati, i carcerati - Gesù dice di più - i più peccatori, se si pentono, ci precederanno nel Cielo. Loro hanno la chiave. Colui che fa la carità è colui che si lascia abbracciare dalla misericordia del Signore”.

In realtà il Papa aveva aperto l’Anno Santo in anticipo, a fine novembre nella Repubblica Centrafricana con l’apertura della Porta Santa della cattedrale di Bangui. Francesco ha voluto fortemente che in ogni diocesi ci fosse almeno una Porta Santa e che quindi questo giubileo venisse celebrato anche e soprattutto a livello locale, in modo da vivere intensamente quel rapporto di comunità diocesana che negli ultimi tempi è andato spesso - da nord a sud - raffreddandosi sempre di più. 

Anche in occasione dell’avvio del Giubileo Francesco non dimentica chi lo ha preceduto. E con un gesto di vera fratellanza invita l’anziano Papa Emerito Benedetto XVI al rito di apertura. Il suo predecessore è nell’atrio della Basilica Vaticana e dopo Papa Francesco, varca la Porta Santa come primo pellegrino. Sale i gradini quasi scalando una montagna. E all’interno trova Francesco, il suo sorriso e il suo abbraccio.

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