Gli ordinariati militari insieme per la pace

Un gruppo di militari del Battaglione San Marco
Foto: btgsanmarco.it
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“La professione militare mostra la sua nobiltà e la sua necessità soprattutto quando è messa a servizio di buone cause come il perseguire la pace, il rispetto del diritto, la protezione dei poveri e dei deboli, l‘opposizione a coloro che vogliono la guerra”. É il saluto che il Papa, tramite il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, ha inviato al 4° Congresso degli Ordinari Militari d’Europa che si svolge fino a domani a Parigi.

Tema dei lavori: “Identità e missione degli Ordinariati militari e il loro ruolo a favore della pace” con una relazione introduttiva del cardinale Marc Ouellet sulle diocesi militari.

“Il soldato è chiamato - continua la lettera - a vivere autenticamente la sua vocazione cristiana in maniera molto particolare, fino al dono generoso della propria vita per il servizio di Dio e dei fratelli, in stretta unione al Cristo morto e risorto”. 
“Il Santo Padre - scrive ancora il card. Parolin - ha a cuore che i fedeli che abbracciano generosamente questa forma di vita e questo ideale, come anche i loro cari, siano confortati, sostenuti ed illuminati dalla Chiesa con la più grande cura, perché la frequentazione del pericolo e della morte possano coniugarsi con la fede e la speranza, l‘aggressività con la temperanza e la giustizia, l‘inimicizia con l‘amore e il perdono”.

Il cardinale Ouellet ha spiegato che il convegno “ è l’occasione provvidenziale necessaria per riflettere, ad intra e ad extra, sulla storia e la vita degli Ordinariati in questi anni, alla luce della Costituzione apostolica Spirituali militum curae, affinché alla crescita delle strutture pastorali corrisponda una sempre maggiore consapevolezza della peculiare missione dei fedeli dell’Ordinariato nella protezione della vita e difesa della pace”. 

Gli ordinariati militari, al momento sono 36, “promuovono una visione che mette al centro il bene comune dell’umanità anche nelle questioni di guerra e pace e contribuiscono così ad allargare l’ottica nei dibattiti pubblici, per considerare, oltre agli stretti interessi nazionali, le giuste esigenze del bene comune della società mondiale”. La visione della pace che promuovono “Si orienta alla comprensione biblica della pace che si distingue nell’attenzione ai poveri, ai deboli e più bisognosi, una pace che ha come fondamento l’impegno per creare un mondo più giusto e più umano”.

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