GMG locali, consigli pratici per un nuovo protagonismo giovanile

Il Dicastero Laici, Famiglia e Vita presenta gli Orientamenti Pastorali per le GMG diocesane. Una piccola guida pratica per rendere i giovani protagonisti

Padre Joao Chagas, responsabile del settore giovani del Dicastero Laici Famiglia e Vita, e padre Alexandre Awi Mello, segretario del Dicastero
Foto: Gianluca Teseo / ACI Group
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Nel giorno del compleanno di San Giovanni Paolo II (avrebbe compiuto 101 anni), il Dicastero Laici, Famiglia e Vita presenta gli “Orientamenti Pastorali per la celebrazione delle Giornate Mondiali della Gioventù nelle Chiese particolari”. Si tratta di un agile libretto con una serie di consigli pratici su cosa fare nelle Chiese locali per celebrare al meglio la GMG.

Nata da una intuizione di Giovanni Paolo II, la Giornata Mondiale della Gioventù si è ormai strutturata con un appuntamento internazionale ogni tre anni, e con una celebrazione diocesana negli anni in cui non c’è l’evento internazionale. Tradizionalmente stabilita nel giorno della Domenica delle Palme, Papa Francesco ha voluto che questa GMG locale si spostasse alla Festa di Cristo Re, a novembre, a conclusione dell’Anno Liturgico, segnando in questo modo una brusca rottura con la tradizione. Una rottura giustificata da situazioni logistiche (difficile per le diocesi organizzare la GMG e la preparazione pasquale), ma fatta in modo – secondo padre Alexandre Awi Mello, segretario del Dicastero Laici, Famiglia e Vita – di mantenere una continuità, perché c’è una stretta correlazione tra la celebrazione di Gesù nella domenica delle Palme e la proclamazione di Cristo Re dell’Universo, festività stabilita da Pio XI a partire dal Giubileo del 1925.

A cosa servono gli orientamenti? A – si legge nel libretto – “incoraggiare le Chiese particolari a valorizzare sempre più la celebrazione diocesana della GMG e a ritenerla un’occasione propizia per programmare e realizzare con creatività iniziative da cui emerga che la Chiesa considera la propria missione con i giovani «una priorità pastorale epocale su cui investire tempo, energie e risorse»”.

Gli orientamenti delineano anche le caratteristiche che dovrebbero avere le GMG delle Chiese particolari: sono chiamate ad essere “festa della fede”, “esperienza di Chiesa”, “esperienza missionaria”, “occasione di discernimento vocazionale e chiamata alla santità”, “esperienza di pellegrinaggio” ed “esperienza di fraternità universale”.

Ai vescovi locali è richiesta “presenza” e “disponibilità” a “stare con i giovani”, mentre l’obiettivo principale della GMG è “far risuonare nei giovani la chiamata alla santità come vera via alla felicità e al compimento di sé”, e per questo si chiede anche di valorizzare le esperienze dei Santi.

La richiesta è anche quella di coinvolgere i giovani che hanno partecipato agli incontri internazionali in “testimonianze” da portare poi magari con la loro esperienza in equipe di pastorale giovanile.

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