I giovani polacchi impegnati contro l’ideologia gender

L'apertura della Assemblea Plenaria del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, 13 -16 settembre 2018
Foto: CCEE
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Il no al gender dei giovani di Polonia è arrivato in una breve dichiarazione, inviata direttamente al segretariato del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, in cui si chiedeva ai vescovi europei di includere una frase, un accenno, una formula al tema che è così dirimente per la Chiesa polacca, ma non solo.

Così dirimente che l’arcivescovo Marek Jedraszewski, arcivescovo di Cracovia, in una intervista ad ACI Stampa prima dell’inaugurazione del suo ministero nella diocesi che fu di Karol Wojtyla, sottolineò che l’ideologia gender era una delle minacce più grandi per la Chiesa di Polonia.

E di gender si è parlato anche la recente incontro delle Chiese dell’Europa Centro – Orientale, con la consapevolezza che è proprio sul tema del gender che si gioca il futuro dell’Europa. È stato dedicato all’ideologia gender il documento dello scorso anno del Sinodo della Chiesa Greco Cattolica ucraina. E il tema ritorna con forza, tanto che il Cardinale Wilhelm Jacobus Ejik, arcivescovo di Utrecht, ha chiesto un documento magisteriale per affrontare il tema.

Il messaggio dei giovani polacchi viene dal Dipartimento di Ecologia Integrale del Centro per la Spiritualità dei Laici che ha sede nel santuario del Grazioso Patrono di Varsavia. Sono guidati da un sacerdote gesuita, Mariusz Bigiel.

Perché l’ecologia integrale? Perché – spiegano – l’ecologia integrale include tre preoccupazioni interrelate e inseparabili: il prendersi cura della vita (a partire dalla vita umana; il prendersi cura dello sviluppo; il prendersi cura dell'ambiente naturale dell'uomo o della natura.

Questo il punto di partenza, che ha portato alla proposta di testo da inserire, o aggiungere, alla dichiarazione finale della plenaria del CCEE a Poznan.

“Il piano originale di Dio – scrivono i giovani - era che uomini e donne vivessero in un amore fatto di rispetto, di mutuo scambio e di eguaglianza, e noi siamo chiamati a realizzare tale piano. Il tono di questa riflessione ecclesiale sulla Scrittura rende manifesto che esiste una reale urgenza di trasferire dalla teoria alla pratica queste idee, non solo aldi fuori ma all’interno stesso della Chiesa”.

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