I vescovi degli Stati Uniti si impegnano e rieducare i cattolici alla Eucaristia

Approvato un documento molto dibattuto, e deciso un programma di formazione che si concluderà con un congresso Eucarisitco

Vescovi Usa in Assemblea
Foto: USCCB
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La spaccatura tanto temuta non c’è stata. A votare si per il documento sulla Eucarestia è stata la stragrande maggioranza dei vescovi statunitensi: 222 si, 8 no e tre astenuti. 

Nei giorni in cui si svolge la Assemblea Generale dei vescovi degli Stati Uniti tra i temi più “caldi” soprattutto per il pubblico americano era propio la questione della Eucaristia, ma non per un motivo teologico ma soprattutto per come la questione è legata al tema dell’ aborto. 

Frutto di mesi di dibattiti e revisioni, dopo indicazioni arrivate dal Vaticano,  il testo finale evita ogni riferimento esplicito al fatto che vescovi e sacerdoti debbano negare la Comunione a personaggi pubblici in contrasto con l'insegnamento cattolico sull'aborto e altre questioni morali.

Samuel Aquila di Denver ha spiegato a CNA che il documento cerca “di presentare una chiara comprensione degli insegnamenti della Chiesa per portare una maggiore consapevolezza tra i fedeli di come l'Eucaristia può trasformare la nostra vita e avvicinarci il nostro creatore e la vita che vuole per noi”.

Insomma un documento che guarda ad una maggiore educazione eucaristica dei cattolici negli USA, una questione che va oltre i confini statunitensi e che in effetti riguarda tutto il mondo cattolico. Tornano in mente i temi della Comunione ai divorziati risposati, a chi permette e favorisce l’aborto o l’eutanasia etc. 

I vescovi statunitensi hanno deciso che la campagna eucaristica culminerà con un Congresso Eucaristico Nazionale nel luglio 2024 a Indianapolis, e sarebbe il primo del suo genere negli Stati Uniti in quasi 50 anni. In precedenza in effetti tali eventi eucaristici nazionali si tenevano una volta ogni decennio.

Non che la votazione si stata senza polemiche e discussioni anche fuori dalle sedi di lavoro dell’ Assemblea.  Come riporta CNA, i pochi vescovi intervenuti durante una breve discussione prima della votazione sul documento sull'Eucaristia hanno proposto solo lievi modifiche alla formulazione di alcuni passaggi, nessuno dei quali è stato approvato.

Le due sezioni del documento eucaristico di 30 pagine sono "Il dono", incentrato sull'Eucaristia come dono di Cristo attraverso la sua incarnazione, morte e risurrezione, e "La nostra risposta", che si concentra sulla gratitudine per il dono del L'Eucaristia, il ruolo dei laici nella ricezione dell'Eucaristia e l'importanza dell'Eucaristia nella conversione.

Il documento dunque non fornisce alcun criterio per negare il sacramento a qualcuno che non è in comunione con l'insegnamento della Chiesa, il testo spiega le differenze tra peccati veniali e mortali e afferma che un cattolico in stato di peccato mortale non dovrebbe ricevere l'Eucaristia fino a quando si sono confessati e hanno ricevuto l'assoluzione.

“Come la Chiesa ha costantemente insegnato, una persona che riceve la Santa Comunione mentre è in stato di peccato mortale non solo non riceve la grazia del sacramento, ma commette

pecca di sacrilegio non mostrando la riverenza dovuta al Corpo e al Sangue di Cristo”, spiega il documento.

“Se un cattolico nella sua vita personale o professionale rifiutasse consapevolmente e ostinatamente le dottrine definite della Chiesa, o consapevolmente e ostinatamente ripudiasse il suo insegnamento definitivo sulle questioni morali, tuttavia, diminuirebbe gravemente la sua comunione con la Chiesa”, afferma il nuovo documento, riprendendo la guida dei vescovi del 2006.

Certo è difficile applicare questi criteri al mondo politico soprattutto negli USA dove molti per filosofia di partito sostengono posizioni pro aborto, o come si dice negli Stati Uniti “pro choice”, per la libera scelta. 

E questo riporta proprio al presidente Biden che dopo essere stato ricevuto dal Papa ha con grande forza e impatto mediatico voluto far sapere che il Papa stesso gli aveva detto che era un buon cattolico ed si è comunicato la domenica successiva a Roma. Dal Vaticano non sono arrivati commenti ovviamente, ma il democratico pro choice ha sfruttato la situazione a suo favore. 

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