Il cardinale Bagnasco, la religione non è una sovrastruttura o un condizionamento

L'apertura della Assemblea plenaria del CCEE on line con il messaggio di Papa Francesco

Una immagine di archivio di una Assemblea del CCEE
Foto: CCEE
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Il primo saluto del cardinale Angelo Bagnasco Presidente del CCEE è per il confratello Mons. Tadeusz Kondrusiewiecz, arcivescovo di Minsk, esprimendo la nostra più viva solidarietà e auspicando il rapido ritorno alla missione pastorale nella sua Chiesa”.

La Assemblea sul tema “La Chiesa in Europa dopo la pandemia. Prospettive per il creato e per le comunità” si svolge on line proprio a causa del virus.

Il saluto di Papa Francesco ha aperto ieri i lavori. “L’esperienza della pandemia - scrive il Papa in un messaggio ai vescovi europei - ci ha segnato tutti nell’intimo, perché ha intaccato in modo drammatico uno dei requisiti strutturali dell’esistenza, quello della relazionalità tra persone e nella società, sconvolgendo così abitudini e rapporti che hanno modificato anche le condizioni di vita sociale ed economica. La stessa vita ecclesiale è stata coinvolta in modo significativo, costringendo a rimodulare la pratica religiosa: molte attività pastorali sono ancora in attesa di assestamento” e “di fronte alla esplosione di nuove povertà, è necessario che questa fantasia della carità prosegua, manifestando sempre più attenta e generosa vicinanza ai più deboli.  Le comunità cristiane sono chiamate a rileggere spiritualmente ciò che abbiamo vissuto, al fine di apprendere quanto la vita insegna e per discernere prospettive per il futuro”.

Nella sua relazione introduttiva il cardinale Bagnasco ha ripercorso il lavoro degli ultimi mesi anche per preparare il Forum Cattolico-Ortodosso che si svolgerà il prossimo giugno.

Ma l’appuntamento più atteso è quello romano con Papa Francesco che parteciperà all’Assemblea di Roma nel 2021, nella quale si celebrano i 50 anni della fondazione del CCEE.

Il cardinale ha ringraziato il “popolo sconfinato di coloro che – medici, personale d’assistenza, forze dell’ordine, gestori dei servizi essenziali, volontari, sacerdoti, religiosi e religiose – hanno fatto sentire con la preghiera, la parola, lo sguardo, il gesto, che una società veramente umana non abbandona nessuno, e che la cura delle persone richiede terapie appropriate, ma non può fare a meno dell’amore e del calore umano e religioso. Il nostro pensiero si allarga: vorremmo che le nostre comunità, i nostri popoli, gli Stati, l’Europa, ci sentissero vicini, Pastori e amici”. 

Per il presidente del CCEE l’Europa deve essere  “una famiglia solidale, sussidiaria, rispettosa dei diversi popoli, sapendo che il Vangelo continua ad essere contributo inesauribile per edificare una Civitas terrena che non sia ripiegata e implodente, ma aperta oltre sé stessa, con i piedi sulla terra e lo sguardo nel Cielo”.

La religione non è una sovrastruttura o un condizionamento. “ La storia conferma che l’umanità da sempre si interroga non solo sul “come” funzionino le cose, ma anche sul “perché” delle cose. Per questo motivo, pensare che la religione sia una questione puramente privata da confinare ai margini della convivenza, sarebbe un errore intellettuale, oppure una forma triste di laicismo senza laicità”.

Per il cardinale l’Europa è  “uno spirito operante, uno scopo non sovrapposto ma intrinseco alla sua stessa realtà” e il Vangelo “è il principio che specifica e unifica, che valorizza e porta a sintesi ogni contributo autentico. Questa origine porta con sé il sigillo dell’universalità, che non può mai essere predominio ma servizio alle genti”.

Il cardinale Ouellet Prefetto della Congregazione per i vescovi nel suo saluto di apertura ha ricordato che “il superamento della pandemia in Europa sarà il risultato della collaborazione di tutti, ma una parte rilevante dipenderà dalla speranza attiva dei cristiani che vivono nella luce del Cristo risorto e spargono carità compassionevole su tutti i bisognosi, senza differenza di colore, etnia o religione. Papa Francesco ci ha lasciato questo messaggio fin dal momento più buio della pandemia, interrogando la nostra fede dalla barca di Pietro e spargendo la benedizione pasquale con l’Ostensorio eucaristico”.

I lavori si chiudono questa sera con l’approvazione del Messaggio finale.

 

 

 

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