Il Cardinale Bassetti: "Carlo Acutis è un segno di speranza nel futuro"

Il Cardinale Bassetti durante le celebrazioni per la traslazione della salma di Carlo Acutis
Foto: Diocesi di Assisi
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Grande festa ad Assisi: sabato scorso infatti nel Santuario della Spogliazione è stato traslato e sepolto il corpo del venerabile Carlo Acutis. Ieri la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Ricordando la Pasqua, ormai sempre più prossima, il Cardinale Bassetti  ha osservato che “qui ad Assisi abbiamo due grandi figure di santi che ci ricordano la possibilità di tale cambiamento: Francesco e Chiara, la cui spiritualità e santità non hanno ancora finito di meravigliare il mondo. Erano giovani, immersi nelle cose vane, come tutti i loro coetanei. Poi, hanno sentito qualcosa che li invitava a cambiare vita. E sono diventati due giganti della fede. Forse, è il caso di dire che si diventa a preferenza santi quando si è giovani, nel senso che le scelte radicali sono proprie dell’età giovanile, quando non c’è ancora l’ingombro delle comode abitudini, il peso delle ricchezze, la paura del rischio, e il cuore sa innamorarsi delle belle realtà, dei grandi ideali, delle forti emozioni, e sa essere fedele, coraggioso, generoso. E il pensiero corre allora al giovane Venerabile Servo di Dio Carlo Acutis, le cui spoglie mortali sono state traslate qui, dove riposeranno, e dove soprattutto vivranno, nella devozione e come luminosa proposta per altri giovani e per tutti. Qui, nella chiesa santuario della Spogliazione”.

Questi sono - ha aggiunto il porporato - “luoghi che videro il giovane Francesco d’Assisi spogliarsi dell’uomo vecchio, e delle ricche vesti del padre Bernardone, per vivere nella libertà dei figli di Dio. Francesco e Carlo sono vissuti in tempi diversi, ma entrambi hanno capito l’importanza della sequela di Cristo, per cui i beni e gli allettamenti del mondo sono divenuti spazzatura, come dice san Paolo, a confronto della bellezza della vita in Cristo. Il ricordo di Francesco e Chiara ci rimanda a una stagione lontana, travagliata, ma senza dubbio più diffusamente cristiana. Scegliere la sequela di Cristo era certamente un impegno, a volte rischioso, ma in un contesto dove l’adesione al cristianesimo era praticamente scontata. Il contesto di oggi è assai più complesso, e vivere da cristiani, in piena coerenza, è forse più raro, e più coraggioso, specialmente tra le giovani generazioni. Ci commuove perciò l’esperienza umana e cristiana di Carlo Acutis".

Carlo - ha detto ancora il Cardinale - era “intelligente e dinamico” e “sceglie di non omologarsi, di non essere una delle tante fotocopie volute dalla moda del tempo. Vuole, consapevolmente, vivere con i talenti ricevuti e con la sua originalità di figlio di Dio. Fin dall’infanzia, dopo aver ricevuto una buona formazione cristiana in famiglia, è attratto dalle cose di Dio. Non ha paura di confrontarsi con gli amici a scuola e nei momenti di gioco. Quando e come può, aiuta i poveri: la fede profonda diventa carità e condivisione”.

Carlo, ormai Venerabile per la Chiesa, rimane per noi - ha concluso il Presidente della CEI - un segno che il Signore ha voluto inviarci per aver speranza nel futuro, nei giovani e nel loro cuore aperto alla fede. La sua fama è corsa veloce su quei mezzi di informazione, legati ad internet, che lui conosceva bene e usava per diffondere la bellezza della fede cristiana. Papa Francesco, come sapete, ha citato il Venerabile Servo di Dio nel documento finale del Sinodo sui Giovani, additandolo come esempio di uno che non si fa sottomettere dalle mode e dagli influssi negativi della comunicazione digitale, ma, operando con la propria intelligenza e coscienza informata dalla fede, sa utilizzare tali mezzi per la crescita personale e di quanti con lui comunicano. Ha scritto Papa Francesco che ogni ragazzo o ragazza, sull’esempio di Carlo, invocando l’aiuto dello Spirito Santo, può camminare con fiducia verso la santità, senza essere una fotocopia, ma rimanendo pienamente se stesso. Carissimi giovani, c’è bisogno della vostra testimonianza, del vostro coraggio missionario, per affrontare la nuova evangelizzazione, in una società e in una cultura contrassegnate da tecnologia, mondializzazione, flussi migratori, multiculturalità, desiderio di libertà da ogni vincolo. C’è bisogno di voi per riannunziare il Vangelo di Gesù Cristo con un fervore nuovo, metodi e linguaggi nuovi, e con i segni di autenticità da dare, a cominciare dal miracolo sempre suggestivo della carità”.

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