Il Cardinale Bassetti: “La Chiesa in Italia, sorella della Chiesa Greco Cattolica Ucraina”

Il presidente della CEI parla al Sinodo della Chiesa Greco Cattolica Ucraina, in programma a Roma fino al 10 settembre

Il Cardinale Gualtiero Bassetti parla al Sinodo della Chiesa Greco Cattolica Ucraina, collegio San Giosafat, 5 settembre 2019
Foto: Segretariato Arcivescovo Maggiore
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Ci sono 200 mila ucraini in Italia, 70 mila dei quali greco cattolici. Di recente, Papa Francesco ha creato un esarcato per i fedeli greco cattolici che si sono organizzati in 148 comunità e 6 parrocchie personali, e portano le ferite del passato e del presente, con una guerra che sembra non avere fine. A loro si rivolge il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, parlando al Sinodo Greco Cattolico Ucraino il 5 settembre.

“Noi vescovi italiani – sottolinea il Cardinale – guardiamo a voi e alla vostra Chiesa con ammirazione e rispetto, scorgendo nel vostro zelo pastorale tutto l’amore che portate nelle vostre comunità”. E aggiunge: “La Chiesa che è in Italia vuole essere Chiesa sorella che accoglie, aiuta e cammina al fianco, sollevando i pesi e promuovendo ovunque la carità di Cristo”.

Il saluto del Cardinale Bassetti arriva nel quinto giorno di lavori del Sinodo della Chiesa Greco Cattolico Ucraina. Il Sinodo si tiene a Roma, dove il metropolita Sheptytsky tenne il primo incontro nel 1929, novanta anni fa, e dove gli incontri ripresero sotto l’egida di San Giovanni Paolo II quando la Chiesa Greco Cattolica Ucraina era in diaspora. È cominciato l’1 settembre, con la celebrazione dei 50 anni della consacrazione della Con-cattedrale di Santa Sofia a Roma, e terminerà il 10 settembre. Il tema del Sinodo è “La comunione e l’unità nella vita e nella comunità della Chiesa ucraina oggi”.

Il Cardinale Bassetti ha conosciuto la realtà ucraina durante un viaggio nel luglio 2019. Ricorda come le chiese in Italia hanno aiutato i fedeli greco cattolici emigrati dopo il crollo del regime totalitario, sottolinea che ci sono una sessantina di sacerdoti greco cattolici ucraini (e di questi una decina uxorati) che trovano ospitalità nelle parrocchie.

Sono rapporti “buoni e improntati a fiduciosa collaborazione”, che il Cardinale auspica crescano.

Nel suo discorso, si è riferito molto al suo viaggio e al conflitto in corso. È rimasto colpito dal pellegrinaggio a Zarvanytsia, santuario mariano tra i più visitato dai greco cattolici. Le sue origini risalgono al Medioevo così come la tradizione di una profonda devozione alla Madre di Dio nella regione. La sua popolarità è aumentata subito dopo la caduta del comunismo e l’interesse che ha suscitato negli ultimi anni è segno della "grande importanza spirituale" che il luogo riveste per tutti i fedeli della Chiesa greco cattolica ucraina. Zarvanytsia è meta di pellegrinaggi nazionali da aprile a novembre, che vedono la partecipazione di centinaia di migliaia di pellegrini. Lì è stato anche eretto nel 2015 un monumento agli eroi di piazza Maidan.

Guardando al conflitto, il Cardinale ha ricordato le immagini dei soldati caduti esposte nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Leopoli. Ed a Leopoli, sede storica della Chiesa Greco Cattolica dove si celebrò anche lo pseudosinodo che nel 1946 assorbì la Chiesa al Patriarcato ortodosso di osca e la costrinse alla disapora, il cardinale ha potuto pregare sulla tomba del Cardinale Josip Slipyi nella cattedrale di San Giorgio, che fu “un intrepido testimone della fede” e “protagonista di uno dei periodi più bui per la vostra Chiesa e per la fede in Cristo in quei territori”. Il 7 settembre è il 35esimo anniversario della morte del Cardinale Slipyi.

Quelle affrontate dalla Chiesa Greco Cattolica Ucraina, ha detto il Cardinale Bassetti, sono state “prove terribili”, ma “il Signore non ha mai abbandonato la sua Chiesa” e di questo “tanti sono testimoni e ancor oggi ringraziano Dio che abbatte i potenti dai troni e innalza gli umili”.

Il Cardinale mette in luce che anche nella arcidiocesi da lui guidata sono tante le iniziative per “aiutare gli orfani e le persone in difficoltà”, ricordando che la Chiesa in Italia, ha partecipato “alle vostre sofferenze e si unisce anche alle vostre speranze. E alla speranza ci invita la memoria del 30° anniversario (17 settembre 1989) della ricostituzione della Chiesa greco-cattolica ucraina, dopo più di 40 anni di persecuzione feroce”.

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