Il cardinale Marx lancia la Chiesa cattolica in Germania verso il "futuro"

Il cardinale Marx con i giornalisti
Foto: DP
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Abuso di potere nella Chiesa, morale sessuale e celibato: il cardinale Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca e arcivescovo di Monaco e Frisinga, annuncia un «cammino sinodale» della Chiesa tedesca per parlare di questi temi «liberamente, lasciando andare la zavorra che non consente di camminare verso il futuro».

L´annuncio da parte del porporato è avvenuto lo scorso fine settimana a margine della riunione del consiglio diocesano di Monaco ad Oberschleißheim, ma la decisione, non di un vero e proprio sinodo, ma di un «cammino snodale» è stata presa durante la riunione dei vescovi tedeschi, avvenuta la scorsa settimana, dall´11 al 14 marzo presso il centro Ludwig-Windthorst-Haus nella città di Lingen, nella diocesi di Osnabrück.

Si legge «cammino», ma si intende corsa, in avanti, senza aspettare le decisioni di Roma. «Abbiamo sempre voluto eludere questi punti – ha detto ancora il cardinale Marx - anche nel processo di dialogo tra i vescovi tedeschi, ma questo è sbagliato. È un enorme passo in avanti credere possibile uno sviluppo dottrinale della Chiesa. Non dobbiamo aspettare Roma», piuttosto mostrare una certa volontà di cambiamento, «altrimenti non cambierà mai niente». Il porporato promette una discussione aperta, senza conoscere prima le risposte. Ma, precisa, «non si tratta tanto di inchinarsi allo spirito dei tempi, quando scoprire se per caso un cambiamento non corrisponda meglio al Vangelo».

Ma a tenere banco nella discussione tra i presuli tedeschi, durante l´assemblea di inizio anno a Lingen - cui hanno partecipato 67 membri, il nunzio apostolico in Germania, arcivescovo Dr. Nikola Eterović, e come ospite, il cardinale Gregorio Rosa Chávez, arcivescovo di San Salvador (in El Salvador) - è stato ancora il tema degli abusi sessuali nella Chiesa tedesca, tema su cui la stessa Conferenza episcopale ha voluto promuovere uno studio scientifico, commissionato a tre università tedesche (Mannheim, Heidelberg e Gießen), per determinarne la portata tra gli anni dal 1946 fino al 2014.

Secondo il cardinale Marx lo studio – dal titolo «Abuso sessuale di minori da parte di sacerdoti cattolici, diaconi e religiosi di sesso maschile nella giurisdizione della Conferenza Episcopale Tedesca», presentato a Fulda lo scorso 25 settembre - metterebbe la Chiesa tedesca, su questo tema, in una posizione di vantaggio rispetto a molte altre Chiese nazionali, indietro su queste tematiche. Da molti vescovi si sarebbe levata la richiesta di un «catalogo di misure di intervento». Secondo il cardinale Marx un catalogo di questo tipo ci sarebbe già, il punto sarebbe piuttosto guadagnare «uno sguardo realistico e un punto fermo: che noi portiamo una responsabilità rispetto alle vittime in tutto il mondo. Nessuno di noi può negare il problema o rimuoverlo».

Durante l´incontro di tutti i presidenti delle Conferenze episcopali, tenutosi a Roma dal 21 al 24 febbraio sul tema “Protezione dei minori”, Papa Francesco aveva già elencato una serie di misure da adottare: tra cui l´esigenza di linee guida vincolanti; il rispetto di queste linee guida attraverso un´attenta monitorizzazione; e il sostegno del Vaticano, soprattutto in tema di diritto canonico, rispetto ad iniziative locali o regionali. Il cardinale Marx, davanti ai vescovi riuniti a Lingen, ha ribadito come il cammino percorso dalla Chiesa tedesca corrisponda già alla direzione indicata da Papa Francesco, soprattutto per ciò che riguarda linee guida e lavoro di prevenzione.

Inoltre, come confermato dal cardinale Marx a Oberschleißheim, i vescovi riuniti a Lingen hanno partecipato ad una giornata di studi su «domande pressanti che si impongono all´attualità», ossia la questione del potere nella Chiesa, della forma di vita sacerdotale (celibato) e lo sviluppo (Weiterentwicklung) della morale sessuale della Chiesa. Il professor Gregor Maria Hoff, docente di Teologia fondamentale presso l´Università di Salisburgo, ha sottolineato il pericolo di «sacralizzazione» per la Chiesa nel suo rapporto con il potere: «attraverso i segni della sacralità, il potere della religione si trasmetterebbe – ha riassunto il cardinale Marx – ai suoi mediatori (i sacerdoti, ndr). In questo modo sorgerebbe un circolo di iniziati, immunizzato da una pretesa di potere».

Il professor Philipp Müller, docente di Teologia pastorale presso l´Università di Magonza, ha sottolineato il momento di crisi che vivrebbe la forma di vita sacerdotale. La situazione attuale non garantirebbe la formazione di sacerdoti competenti e «durevolmente stabili» dal punto di vista psicosociale. «Un cambiamento – ha commentato il cardinale Marx è necessario, se il sacerdozio vuole avere un futuro. In molti aspetti dovremo intraprendere delle riforme e non potremo sottrarre alla discussione temi come il celibato e l´accesso delle donne agli incarichi ecclesiastici».

Infine, il professor Eberhard Schockenhoff, docente di Teologia morale presso l´Università di Friburgo, ha sottolineato «anacronismi, contraddizioni e aspetti lontani dalla realtà all´interno della morale sessuale della Chiesa. Rispetto alla sessualità umana – ha riassunto il presidente dei vescovi tedeschi – alla Chiesa non sarebbe ancora riuscita un´assimilazione costruttiva di alcune conoscenze umano-scientifiche. Inoltre, l´etica sessuale della Chiesa presenta un´offerta di orientamento complessivo per la prassi sessuale come espressione dell´amore umano, che non deve essere veicolata come una mera etica del divieto».

Nonostante lo scatto in avanti impresso alla Chiesa tedesca dal presidente della Conferenza episcopale c´è già chi teme che si tratti solo del solito «processo dialogico». «Se fosse così – ha commentato Thomas Sternberg, presidente del Comitato centrale dei Cattolici tedeschi (ZdK), dal portale Kirche-und-Leben.de - l´esito sarebbe la frustrazione. La gente vuole vedere riforme. Mi sarei augurato che la Conferenza dei vescovi nominasse il diaconato per le donne e la consacrazione sacerdotale per uomini sposati, come concrete riforme».

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