Il cardinale Parolin al nuovo nunzio in Iraq e Giordania: missione difficile e avvincente

Il nuovo nunzio Alberto Ortega Martín
Foto: Il sismografo
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É stato il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ad ordinare vescovo nella basilica di San Pietro, monsignor Alberto Ortega Martín, nominato da Papa Francesco lo scorso 1° agosto nunzio in Iraq e Giordania.

“Porterai la parola di saggezza del Santo Padre, la sua attenzione per il bene di quelle nazioni, come di tutti i gruppi che le compongono, e la sua speciale vicinanza per i cristiani” ha detto Parolin nella omelia “facendo loro percepire, che, proprio perché sperimentano la densità della croce, sono al cuore della Chiesa, del Papa e della Santa Sede”.  Con il pensiero rivolto ai cristiani del Medio oriente il segretario di Stato ha invitato a “meditare sulla forza della loro fede” e che “hanno “lasciato tutto” per continuare a seguire Gesù.”

Nominato arcivescovo titolare della diocesi di Midila, nell’attuale Algeria, monsignor Ortega, è originario di Madrid. Nello stemma episcopale ha posto il segno di Cristo risorto e la torre, scegliendo come motto “Ti basta la mia grazia” tratto dalla seconda lettera ai Corinzi.

Dopo aver studiato in Spagna e a Roma, il nuovo nunzio ha servito la Santa Sede nelle rappresentanze pontificie in tre continenti, in Nicaragua, in Sud Africa e in Libano, e poi per undici anni come officiale della seconda sezione della Segreteria di Stato. L’arcivescovo Ortega Martín è chiamato a “una missione difficile e avvincente” ha detto il cardinale per “diventare segno e strumento della sollecitudine del Papa  per il rafforzamento della comunione delle Chiese particolari presso le quali sei inviato con la Chiesa universale e per la riconciliazione e la pace tra i popoli”.

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