Il cardinale Sandri in Libano tra profughi, e giovani prepara l'incontro di Bari

Alcune immagini della visita del Cardinale Sandri in Libano
Foto: Congregazione per le Chiese orientali
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Tre giornate in Libano per il Cardinale Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese orientali tra le gente che lo accolto con affetto e gli incontri ufficiali e la benedizione dei lavori di ristrutturazione della Nunziatura ad Harissa, dove tra poche settimane arriverà il nuovo nunzio  Joseph Spiteri. La Capella è stata decorata da alcune pitture dell'Atelier di Arte Sacra del Centro Aletti di Roma.

Ad accogliere il prefetto poi  il cardinale Mar Bechara Boutros Rai, insieme ai vescovi locali.

Sandri ha vistato i due Monasteri di clausura Carmelitani: quello della Theotokos ad Harissa visitato da San Giovanni Paolo II proprio nella stessa data del 1997 e da Papa Benedetto XVI come atto finale della sua visita in Libano nel settembre 2012, ultimo suo viaggio internazionale, e quello della Theotokos e Saint Joseph ad Kfarmasshoun: due realtà vive e gioiose della chiesa melkita, ricche di vocazioni. Il Prefetto ha affidato alle Monache il compito di pregare incessantemente, come chiesto da Papa Francesco, in preparazione e durante lo svolgimento dell'incontro convocato a Bari da Sua Santità il prossimo 7 luglio sulla situazione del Medio Oriente. 

Tappa anche al Santuario di San Charbel ad Annaya: accolto dal Superiore Generale dell'Ordine Libanese Maronita, e da circa un centinaio di monaci.

Sabato il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha vistato il campo profughi sostando nella casa delle Piccole Sorelle di Charles de Foucault che lì sono presenti ed operano e ha incontrato la comunità delle Suore di San Giuseppe dell'Annunciazione, nella struttura che fino a pochi mesi fa era una scuola per l'infanzia ora costretta alla chiusura. 

Visita anche del Santuario di Nostra Signora di Mantara, a Magdouche, nel territorio dell'Arcieparchia melkita e dell'eparchia maronita di Sidone: il grande santuario, protetto da una delle grandi statue della Beata Vergine Maria che sono dislocate in diverse parti del Libano, era pieno di fedeli di diverse età, dai volontari della Caritas Libano e di altre associazioni laicali per giovani e adulti, membri di diverse confraternite. Alla Divina Liturgia in rito greco-melkita, hanno voluto essere presenti anche i nuovi deputati, cristiani e musulmani eletti la domenica precedente,.

Domenica incontro con i giovani portavoce del Libano per il Sinodo di ottobre. I ragazzi hanno consegnato al Cardinale una lettera indirizzata al Papa, nella quale, oltre a fargli conoscere il desiderio di poterlo accogliere presto in Libano, hanno voluto esprimere la voce di tanti coetanei del Medio Oriente. Una situazione particolare la loro con la sofferenza degli ultimi anni di guerre e violenze, e  l’emergere della fede come di un vero e proprio tesoro prezioso, un dono che consente di attraversare anche le pagine più oscure dell’esistenza di una famiglia o di una società. Foto e  “selfies” di rito, poi  il Cardinale si è recato al Santuario di Nostra Signora di Harissa, ove ha presieduto insieme al Patriarca Maronita e ad alcuni Vescovi la Divina Liturgia in rito siro-antiocheno maronita nella domenica dopo l’Ascensione e in occasione dell’intronizzazione della statua della Madonna di Lujan, patrona dell’Argentina.

Dopo la benedizione si è poi snodata la processione che ha recato il simulacro della Virgen de Lujan attraverso i viali del Santuario di Harissa, ove è stata poi solennemente collocata: il Cardinale Sandri si è fermato in mezzo alla folla dei fedeli, salutando i numerosissimi pellegrini, che esprimevano in modo visibile la “cattolicità”, cioè l’universalità della Chiesa anche in Libano, sotto il manto di Maria. Preghiere di benedizione, strette di mano, foto insieme ad ammalati, bambini, uno dei quali appena nato, famiglie, anziani, cristani cattolici dei vari riti, ortodossi, pellegrini sciiti provenienti da Bassora in Iraq, rifugiati siriani, oltre che un grande numero di donne sri-lankesi ed etiopi, che lavorano durante la settimana nelle famiglie libanesi e che alla domenica hanno compiuto il loro pellegrinaggio - rivestite dei variopinti abiti tradizionali dei Paesi di provenienza - alla Madonna di Harissa.

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