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Il dramma umanitario in Ucraina visto con gli occhi dei volontari dell' Ordine di Malta

Il Grand’Ospedaliere dell’Ordine di Malta, Fra’ Alessandro de Franciscis  prega al cimitero di Lychakiv |  | SMOM Il Grand’Ospedaliere dell’Ordine di Malta, Fra’ Alessandro de Franciscis prega al cimitero di Lychakiv | | SMOM

Il grosso degli aiuti per la popolazione ucraina si sa passa per la Polonia. Lo sanno soprattutto gli operatori e i volontari dell' Ordine di Malta che con una dedizione speciale coordinano il lavoro sul campo.

All'inizio di marzo il Grand’Ospedaliere dell’Ordine di Malta, Fra’ Alessandro de Franciscis ha fatto un viaggio tra Polonia ed Ucraina, e al rientro ha incontrato i giornalisti.

Il viaggio è stata l'occasione per incontrare rappresentanti istituzionali e a visitare alcuni dei progetti più importanti che l’Ordine di Malta ha sviluppato per portare assistenza a rifugiati e sfollati della guerra in Ucraina.

L'accoglienza in Polonia è la più significativa, anche perché molti degli sfollati dall' Ucraina hanno deciso di rientrare per essere loro stessi aiuto e sostegno. E tutto ha avuto inizio nel 2014. Da allora un milione e mezzo di rifugiati ucraini hanno chiesto asilo e sono stati inseriti in Polonia.

Una delle prime necessità oggi in Ucraina è quella di gruppi elettrogeni e di relativo carburante diesel. E questa è una delle sfide che affrontano gli operatori dell' Ordine di Malta.

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Il dramma più forte è quello dell'incertezza, anche se in Ucraina si parla solo di "vittoria".

Dopo un prima arrivo di massa in Polonia ora sono rimasti donne e bambini, perché gli uomini tornano per difendere la patria. C'è un sapore risorgimentale in questa scelta. E anche d'altri tempi è stata l'accoglienza in Polonia. Nessun campo profughi, la gente ha accolto i rifugiati nelle case.

L'ordine di Malta ha curato la formazione di 1400 operatori di pronto soccorso, ed è presente in 60 città sulla linea del fronte in Ucraina.

Ed è stato necessario addirittura usare trasporti commerciali per arrivare nelle città, più agili addirittura dei convogli umanitari.   

La presenza dell’Ordine di Malta in Ungheria, Romania, Polonia, Slovenia, Slovacchia, Lettonia e Lituania sta assicurando assistenza 24 ore su 24 ai rifugiati attraverso progetti medico-sociali, sostegno psicologico, fornitura di prodotti sanitari e igienici, cibo e alloggi.

Tra le iniziative dell' Ordine di Malta una in particolare guarda la futuro. A Leopoli nel settembre scorso è stato inaugurato un laboratorio mobile per la realizzazione di protesi per aiutare i feriti della guerra che hanno perso uno o più arti. Un investimento di 1 milione di euro, è stato realizzato nell’ambito di “Unbroken Ukraine”, e grazie a Malteser Ukraine, l’organizzazione dell’Ordine di Malta che opera nel Paese.

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Il Grande Ospedaliere Fra’ Alessandro de Franciscis spiega che il progetto ha avuto il sostegno finanziario del Ministero degli Esteri tedesco e su iniziativa del Ministero della Salute tedesco.

E mentre i grandi del mondo parlano solo di armi a Varsavia de Franciscis a fine febbraio ha avuto un colloquio con il Nunzio Apostolico, e ha visitato alcuni progetti per i rifugiati, tra cui attività per favorire l’integrazione, come corsi di lingua polacca indirizzati agli ucraini. Sono 1,9 milioni i rifugiati ucraini attualmente presenti in Polonia, ospiti di strutture ecclesiastiche, associazioni umanitarie e organizzazioni non governative.

Non solo incontri operativi. Dalla Polonia la delegazione è arrivata in Ucraina e a Leopoli la visita al cimitero di Lychakiv, uno dei più antichi d’Europa, ha fatto la differenza. Dal 24 febbraio 2022, questo luogo, nel sud-est della città, è diventato un cimitero militare in continua espansione.

La questione dei tentativi per la pace è anche una delle missioni dell' Ordine con il suo ruolo diplomatico. Ma la incertezza sul campo non permette una azione concreta.

Intanto a Leopoli si gestiscono un rifugio per sfollati e un magazzino per lo stoccaggio di beni umanitari da dove partono i mezzi per la distribuzione in circa 60 località del Paese.

Una delle strutture più significative di accoglienza è quello delle Suore Albertine.

Per trovare la via della pace la Russia deve essere reinserita nel dialogo internazionale ma come?

Forse attraverso il ruolo dei "paesi non allineati"?

Intanto anche in Russia ci sono migliaia di volontari attivi che sostengono le persone che sono rimaste senza lavoro o sostegno a cause delle sanzioni dell'Occidente e delle scelte di molte aziende di lasciare la Russia.

Una guerra che se non verrà fermata da un vera e ferma volontà di pace farà vittime da entrambe le parti.

L'impegno dell' Ordine di Malta non è solo quello di portare soccorso, ma di pensare ad un futuro di ricostruzione, mentre sul campo di battaglia la situazione di sostanziale stallo deve far capire che non si risolve così la questione Ucraina.