Il fondo dei manoscritti musicali di Lorenzo Perosi alla Biblioteca Apostolica Vaticana

Il catalogo ragionato curato dal Maestro Arturo Sacchetti nel 2013 è un primo tentativo di riordino

Il Maestro Lorenzo Perosi
Foto: BAV
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Quando si pensa ai manoscritti della Biblioteca Vaticana magari si dimenticano quelli musicali come le opere di Lorenzo Perosi (1872-1956), che amava definirsi “un povero prete piemontese”, e che fu “uno dei più significativi protagonisti della creatività musicale tra XIX e XX secolo”.

Come ricorda la newsletter della BAV Perosi “ricevette grande incoraggiamento dal patriarca di Venezia Giuseppe Sarto quando il giovane prete era direttore della Cappella Marciana. Divenuto pontefice nel 1903 come Pio X, Papa Sarto diede un grande impulso alla musica liturgica, che da allora accolse spunti nuovi e originali, secondo le sue intenzioni; egli concepiva la musica come "arte vera, non essendo possibile che altrimenti abbia sull’animo di chi ascolta quell’efficacia, che la Chiesa intende ottenere accogliendo nella sua liturgia l’arte dei suoni".

E Perosi fu interprete ideale della nuova stagione musicale liturgica, la quale si fondeva nella sua missione sacerdotale in un tutt’uno armonico. Fu nominato direttore della Cappella Sistina da Leone XIII nel 1898, incarico che conservò fino al 1956. Considerato prevalentemente compositore di musica sacra, ed è noto che rinnovò il genere dell’“oratorio”, Perosi compose anche musica da camera e opere orchestrali; egli rientra nel novero dei grandi compositori europei del periodo «per la creatività vocale, cameristica e sinfonica, sacra e profana». Ebbe molti riconoscimenti e fu accademico emerito dell’Accademia mondiale degli artisti e professionisti.

Nel 2013 la Biblioteca ha pubblicato il Catalogo ragionato delle composizioni di Lorenzo Perosi (1872-1956) con esempi musicali originali, in quattro volumi, curato dal Maestro Arturo Sacchetti, per promuovere una più profonda conoscenza della vasta opera di Perosi, che nel tempo ha subìto perdite significative. Si tratta di «un primo tentativo di riordino dell’immensa creatività di Lorenzo Perosi»; nel catalogo sono considerati soprattutto i manoscritti, in parte donati dalla famiglia del compositore, in parte acquistati in aste successive dalla Santa Sede.

Oltre le composizioni entrate a più riprese tra i Vaticani musicali, si conserva la corrispondenza del Maestro (Vat. lat.14817-14819); altri suoi testi musicali, insieme a volumi a stampa, oggetti e documenti vari, circa 5000 elementi, sono stati raccolti in grandi scatole: una straordinaria messe di materiali che attende di essere ulteriormente descritta e studiata”.

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