Il lavoro della giustizia vaticana, sentenze, rinvii a giudizio e adeguamento

L'apertura dell' Anno giudiziario 2018
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In 6 anni sono state 27 le segnalazioni dell’ AIF, l' Autorità di informazione finanziaria, al Promotore di Giustizia dello Stato della Città del Vaticano con “ipotesi di violazione dell’art. 421 bis c.p” la norma antiriciclaggio.

Nove sono stati archiviati e per 6 si è chiesta l’archiviazione e da pochi giorni è stata consegnata una richiesta, la prima, di rinvio a giudizio per autoriciclaggio “un caso assai complesso e delicato, originato da una esposto di una Istituzione vaticana ed un successivo Rapporto dell’A.I.F” e presto ne arriverà un'altra.

E’ la notizia più rilevante che emerge dalla relazione del Promotore di Giustizia dello Stato della Città del Vaticano Gian Piero Milano che oggi ha ufficialmente aperto l’ Anno Giudiziario dello Stato.

Tribunale civile certo, ma la cui legislazione ha le sue fonti anche nel diritto canonico. Caratteristica da non dimenticare, ha ricordato Milano, anche per la recezione e gli adeguamenti alle leggi e norme internazionali che il Vaticano sta seguendo.

“Un ordinamento - dice Milano- che non appartiene alla comunità internazionale degli stati, ma che accanto ad essi ed in essa opera incessantemente ovunque lo richiedano situazioni in cui vengono minacciati i valori fondanti della pacifica convivenza, della giustizia sociale, della dignità e che a tal fine veste i panni, sub specie iuris, dettati dalla solidale cooperazione internazionale”.

Milano ha messo in luce il rapporto con Moneyval e il rapporto tra le indagini dell’ AIF e quelle propriamente legate al lavoro giuridico e che arrivano fino al cambio di sede per il Promotore che ora è nell’edificio del Governatorato. Inoltre è ormai attiva la Sezione per i reati in materia economico-finanziaria di cui è responsabile Roberto Zannotti, Promotore aggiunto.

La atipicità dello Stato e delle attività finanziare non sono bene comprese in sede interazionale secondo il Promotore di Giustizia vaticano che aggiunge: “Questo aspetto, non adeguatamente compreso - o prospettato - nelle competenti sedi internazionali, rischia di travisare in senso riduttivo il ruolo degli organi giudiziari, a detrimento dell’immagine e della valutazione complessiva del sistema antiriciclaggio quale costruito nel tempo nell’ ordinamento vaticano, con conseguente danno reputazionale non trascurabile”.

E spiega: “L’economia dello Stato vaticano è pubblica e monopolistica; non vi operano investitori o entità finanziarie che perseguano fini di lucro; non vi è un libero mercato aperto ad investimenti; mancano significativi esercizi commerciali privati, o spazi utili per ipotetici operatori dediti ad attività di ripulitura di denaro proveniente da reati; non vi sono neppure soggetti professionali tenuti a svolgere adeguate verifiche sulla clientela. Inoltre – ed è un dato che riveste valore assorbente - il processo di selezione “riduttiva” della clientela avviato dall’IOR (che ci si ostina erroneamente a definire come banca, ma tale non è, né come tale agisce) ha certamente ridotto enormemente eventuali spazi di coltura delle pratiche di riciclaggio.

Restano possibili casi di “autoriciclaggio” per quei soggetti che operino con le condotte di cui all’art. 421 bis c.p. per l’occultamento dei profitti o proventi di reati da essi stessi commessi.

Alla luce di tutte le suesposte considerazioni non dovrebbe destare meraviglia il ridotto numero di casi di riciclaggio rispetto ad altre realtà che presentano una diversa struttura del sistema finanziario”.

Intanto si riorganizza anche la Sezione di Polizia Giudiziaria con l’aiuto dell’ Arma dei Carabinieri e dal Corpo della Guardia di Finanza.

Inoltre sono stati nominati nuovi Magistrati, il Consigliere Dott. Eugenio Selvaggi, Promotore di Giustizia aggiunto e del Prof. Avv. Carlo Bonzano, entrato a far parte della Magistratura giudicante. Ed è appena stata pubblicata la sentenza completa del processo relativo ai fondi del Bambino Gesù, e si aggiunge la vicenda di mala gestio della IOR di cui si attende a breve la sentenza completa.

Il Promotore ha ricordato i processi dell’anno e le diverse attività in relazione a rogatorie internazionali chieste e concesse, i reati piccoli e grandi e le sentenze emesse insieme alle indagini ancora in corso riguardo ai reati contro la persona che vengono svolte con il massimo riserbo.

“In questa singolare espressione istituzionale, unica nel suo genere- conclude Milano- l’attività degli operatori del diritto assume anch’essa una fisionomia tutta propria”.

La cerimonia si è svolta nell' Aula del Sinodo vecchia nel Palazzo Apostolico ed è stata precediuta dalla celebrazione della Messa nella Cappella del Governatorato celebrata dal cardionale segretario di Stato Pietro Parolin.

 

 

 

 

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