Il messaggio della Santa Sede per la festa buddista di Vesakh, compassione e fraternità

Il lavoro comune per la educazione e la preghiera per le vittime del coronavirus

La festa di Vesakh in un tempio buddista
Foto: www.cittanuova.it
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Compassione e fraternità, sono queste le due virtù su cui si basa il messaggio di dialogo per la festività di Vesakh la festività più importante per i Buddisti.

Il messaggio è inviato dal il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso per il 25 esimo anno,

“Consapevoli dell’alto valore che le nostre reciproche tradizioni religiose attribuiscono alla compassione e alla fraternità nella nostra ricerca spirituale, nella testimonianza e nel servizio che prestiamo a un’umanità e a una terra ferite” .

Il testo è firmato dal cardinale Miguel Ángel Ayuso Guixot, MCCJ Presidente e da Kodithuwakku K. Indunil J. Segretario.

Il testo ricorda il  “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” e il discorso del Papa nella Visita al Patriarca Supremo dei buddisti a Bangkok lo scorso 21 novembre 2019.

Nel testo si presenta un parallelo tra “il principe Siddharta partì alla ricerca della sapienza con il capo rasato e rinunciando al suo status di principe” e “San Francesco d’Assisi, che si tagliò i capelli e scambiò i suoi bei vestiti con il semplice abito di un mendicante perché voleva seguire Gesù”.

E prosegue: “Il loro esempio e quello dei loro seguaci ci ispira una vita di distacco pensando a ciò che è più importante. Di conseguenza, potremo dunque dedicarci con maggiore libertà a promuovere una cultura di compassione e fraternità per alleviare le sofferenze dell’umanità e dell’ambiente”.

Si legge nel testo: “L’interdipendenza ci riporta al tema della compassione e della fraternità. In spirito di gratitudine per la vostra amicizia, vi chiediamo umilmente di accompagnare e sostenere i vostri amici cristiani nella promozione della gentilezza d’amore e della fraternità oggi nel mondo. Come noi, buddisti e cristiani, apprendiamo gli uni dagli altri come diventare ogni giorno più attenti e compassionevoli, così possiamo continuare a cercare modalità di collaborazione per far sì che la nostra relazionalità divenga fonte di benedizione per tutti gli esseri senzienti e per il pianeta, che è la nostra casa comune”.

Il messaggio si conclude con l’appuntamento per il 15 ottobre 2020, sul tema “Reinventare il Global Compact sull’educazione”. Un incontro per coltivare un nuovo umanesimo. “Siamo pure contenti di vedere - si chiede il testo- che, in varie parti del mondo, buddisti e cristiani attingono a valori ben radicati e collaborano per sradicare le cause dei mali sociali”.

Una preghiera poi per “coloro che sono colpiti dalla pandemia di coronavirus e per quelli che li assistono. Incoraggiamo i fedeli a vivere questo momento difficile con speranza, compassione e carità”.

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