Il Papa a fianco dei minatori sfruttati

La conferenza stampa di presentazione con il Cardinale Turkson
Foto: Marco Mancini - Aci Stampa
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“Venite da situazioni differenti e in diversi modi sperimentate le ripercussioni delle attività minerarie, siano esse condotte da grandi compagnie industriali, da artigiani o operatori informali. Avete voluto riunirvi a Roma per far riecheggiare il grido delle numerose persone, famiglie e comunità che soffrono direttamente o indirettamente a causa delle conseguenze troppo spesso negative delle attività minerarie”. Lo scrive il Papa nel messaggio inviato al Cardinale Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, in occasione dell’apertura dell’Incontro ‘Una giornata di riflessione – Uniti a Dio ascoltiamo un grido’ a cui partecipano rappresentanti di comunità danneggiate da attività estrattive provenienti da Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America, e chi si svolge a Roma fino al 19 luglio.

Il vostro – dice Francesco – è un grido “per i terreni perduti; un grido per l’estrazione di ricchezze dal suolo che paradossalmente non ha prodotto ricchezza per le popolazioni locali rimaste povere; un grido di dolore in reazione alle violenze, alle minacce e alla corruzione; un grido di sdegno e di aiuto per le violazioni dei diritti umani, clamorosamente o discretamente calpestati per quanto concerne la salute delle popolazioni, le condizioni di lavoro, talvolta la schiavitù e il traffico di persone che alimenta il tragico fenomeno della prostituzione; un grido di tristezza e di impotenza per l’inquinamento delle acque, dell’aria e dei suoli; un grido di incomprensione per l’assenza di processi inclusivi e di appoggio da parte di quelle autorità civili, locali e nazionali, che hanno il fondamentale dovere di promuovere il bene comune”.

Il Papa ricorda l’appello contenuto nella Laudato Sì “a collaborare nell’aver cura della nostra casa comune, contrastando le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri e degli esclusi, e avanzando verso uno sviluppo integrale, inclusivo e sostenibile”. Per questa ragione occorre “un radicale cambiamento di paradigma” del sistema minerario “per migliorare la situazione in molti Paesi”, necessario tuttavia anche il contributo dei “Governi nei Paesi di origine delle società multinazionali e di quelli in cui esse operano, gli imprenditori e gli investitori, le autorità locali che sorvegliano lo svolgimento delle operazioni minerarie, gli operai e i loro rappresentanti, le filiere di approvvigionamento internazionali con i vari intermediari e coloro che operano sui mercati di queste materie, i consumatori di merci per la realizzazione delle quali ci si è serviti di minerali”.

Una comune assunzione di responsabilità poiché – ricorda Papa Bergoglio – “costituiamo un’unica famiglia umana”. Auspico – conclude – “una maggiore consapevolezza e responsabilità su questi temi: è partendo dalla dignità umana che si crea la cultura necessaria per affrontare la crisi attuale”.

Queste giornate di riflessione – spiega il Cardinale Turkson – precedono l’incontro che si svolgerà in settembre con “dirigenti e rappresentati di diverse compagnie minerarie, desiderosi di vedere criticamente il carattere dell' industria mineraria nel mondo”.

Occorre – aggiunge il porporato – correggere molte storture poiché “ci sono  individui che lavorano senza uno scopo veramente umano. Ci sono negazioni del primato dell’essere umano, insensibilità al benestare dell’ambiente sociale e naturale e piena esperienza di fragilità, abbandono e scarto. Responsabili sono gli investitori, imprenditori, politici e governanti dei Paesi dove si trovano i giacimenti oppure dei Paesi dove risiedono i quartieri generali delle multinazionali minerarie”.

Alla conferenza stampa di presentazione erano presenti anche alcuni lavoratori provenienti da India, Cile, Brasile e Congo che hanno raccontato le loro drammatiche testimonianze.

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