Il Papa a Jasna Góra: "Maria, una madre premurosa e concreta"

Il Papa a Jasna Góra
Foto: Conferenza Episcopale Polacca
Previous Next
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

La seconda giornata polacca di Papa Francesco si apre sotto il segno di Maria. Il Pontefice infatti si è recato al Monastero di Jasna Góra per venerare l'immagine della Madonna Nera. Poi la celebrazione della Messa presso il Santuario in occasione del 1050° anniversario del Battesimo della Polonia. Prima di arrivare a Częstochowa, il Papa si era fermato a Cracovia per visitare in ospedale l'anziano Cardinale Franzsisek Macharski, immediato successore del Cardinale Arcivescovo Karol Wojtyla. Il Papa ha anche fatto visita al convento delle suore della Presentazione.

Dal Santuario di Jasna Góra - dove ha donato alla Madonna Nera una rosa d'argento - Papa Francesco ricorda come la pienezza dei tempi è inaugurata con la venuta di Dio "nato da donna". "Nessun ingresso trionfale, nessuna manifestazione imponente dell’Onnipotente: Egli - spiega il Papa - non si mostracome un sole abbagliante, ma entra nel mondo nel modo più semplice, come un bimbo dalla mamma. Il Regno di Dio, ora come allora, non viene in modo da attirare l’attenzione, ma viene nella piccolezza, nell’umiltà".

Dio - aggiunge - si manifesta "sempre nella piccolezza". E il Pontefice propone l'esempio di Cana. L'episodio "avviene in un piccolo villaggio, un miracolo semplice, che rallegra lo sposalizio di una giovane famiglia, del tutto anonima. Eppure, l’acqua cambiata in vino alla festa di nozze è un grande segno, perché ci rivela il volto sponsale di Dio, di un Dio che si mette a tavola con noi, che sogna e compie la comunione con noi. Ci dice che il Signore non mantiene le distanze, ma è vicino e concreto, sta in mezzo a noi e si prende cura di noi, senza decidere al posto nostro e senza occuparsi di questioni di potere. Predilige infatti farsi contenere in ciò che è piccolo, al contrario dell’uomo, che tende a voler possedere qualcosa di sempre più grande. Essere attratti dalla potenza, dalla grandezza e dalla visibilità è tragicamente umano, ed è una grande tentazione che cerca di insinuarsi ovunque; donarsi agli altri, azzerando le distanze, dimorando nella piccolezza e abitando concretamente la quotidianità, questo è squisitamente divino".

La salvezza - spiega ancora il Papa - avviene grazie al Dio che si fa "piccolo, vicino e concreto". Egli "preferisce i piccoli, li predilige perché si oppongono alla superbia della vita, che viene dal mondo. I piccoli parlano la sua stessa lingua: l’amore umile che rende liberi. Perciò chiama persone semplici e disponibili a essere suoi portavoce, e a loro affida la rivelazione del suo nome e i segreti del suo Cuore. Pensiamo a tanti figli e figlie del vostro popolo: ai martiri, che hanno fatto risplendere la forza inerme del Vangelo; alle persone semplici eppure straordinarie che hanno saputo testimoniare l’amore del Signore in mezzo a grandi prove; agli annunciatori miti e forti della Misericordia, come san Giovanni Paolo II e santa Faustina. Tramite questi canali del suo amore, il Signore ha fatto giungere doni inestimabili a tutta la Chiesa e all’intera umanità".

Dio - prosegue Francesco - è "vicino: il Signore non desidera essere temuto come un sovrano potente e distante, ma ama calarsi nelle nostre vicende di ogni giorno, per camminare con noi. Pensando al dono di un millennio abbondante di fede, è bello anzitutto ringraziare Dio, che ha camminato con il vostro popolo, prendendolo per mano e accompagnandolo in tante situazioni. È quello che, anchecome Chiesa, siamo chiamati sempre a fare: ascoltare, coinvolgerci e farci prossimi, condividendo le gioie e le fatiche della gente, così che il Vangelo passi nel modo più coerente e che porta maggior frutto: per positiva irradiazione, attraverso la trasparenza della vita".

Dio - dice ancora Papa Francesco - è "concreto, il Verbo si fa carne: l’eterno si comunica trascorrendo il tempo con persone e in situazioni concrete. Anche la vostra storia, impastata di Vangelo, Croce e fedeltà alla Chiesa, ha visto il positivo contagio di una fede genuina, trasmessa di famiglia in famiglia, di padre in figlio, e soprattutto dalle mamme e dalle nonne, che bisogna tanto ringraziare. In particolare, avete potuto toccare con mano la tenerezza concreta e provvidente della Madre di tutti, che sono venuto qui a venerare come pellegrino. In Maria troviamo la piena corrispondenza al Signore: è lei il segno più chiaro della pienezza dei tempi. A Cana come qui a Jasna Góra, Maria ci offre la sua vicinanza, e ci aiuta a scoprire ciò che manca alla pienezza della vita".

L'aiuto di Maria - da sempre, conclude il Papa - arriva "con premura di Madre, con la presenza e il buon consiglio, insegnandoci a evitare decisionismi e mormorazioni nelle nostre comunità. Quale Madre di famiglia, ci vuole custodire insieme. La Madre, forte ai piedi della croce e perseverante nella preghiera con i discepoli in attesa dello Spirito Santo, infonda il desiderio di andare oltre i torti e le ferite del passato, e di creare comunione con tutti, senza mai cedere alla tentazione di isolarsi e di imporsi. La Madonna, a Cana, ha mostrato tanta concretezza: è una Madre che si prende a cuore i problemi e interviene, che sa cogliere i momenti difficili e provvedervi con discrezione, efficacia e determinazione. Non è padrona né protagonista, ma Madre e serva. Chiediamo la grazia di fare nostra la sua sensibilità, la sua fantasia nel servire chi è nel bisogno, la bellezza di spendere la vita per gli altri, senza preferenze e distinzioni. Ella, causa della nostra gioia, che porta la pace in mezzo all’abbondanza del peccato e ai subbugli della storia, ci ottenga la sovrabbondanza dello Spirito, per essere servi buoni e fedeli".

Durante la processione di ingresso Papa Francesco è inciampato, cadendo a terra. Fortunatamete il Papa si è rialzato immediatamente e ha proseguito la celebrazione senza alcun problema.

Ti potrebbe interessare