Il Papa a Villa Nazareth, luogo di silenziosa testimonianza che rende inquieto il cuore

Il Papa a Villa Nazareth
Foto: AA
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Un pomeriggio estivo di sole, il Papa arriva e sono i più piccoli ad accoglierlo per primi. Francesco gioca con loro, sono loro la speranza di Villa Nazareth, una famiglia più che un istituto e infatti sono le famiglie che subito dopo i bambini ricevono Francesco. Famiglie di studenti, di ex studenti, di studenti di seconda e terza generazione che sono arrivati da tutta Italia e da tante parti del mondo nonostante lo slittamento della data della visita.

E tra i tanti che accolgono il Papa in prima linea il cardinale Achille Silvestrini che ha permesso che questo luogo diventasse il luogo di riferimento per tanti, e luogo di ispirazione anche per molta della politica della Santa Sede, perché, ha detto l’anziano cardinale, Villa Nazareth è un’opera di Dio.

Nella grande cappella ci sono gli studenti di oggi, laici, sacerdoti, e tutti ascoltano il Vangelo, un passaggio che il Papa ama particolarmente, la parabola del Buon Samaritano.

 

E il Papa riporta la riflessione ad un personaggio in particolare, l’albergatore che accoglie il samaritano. “Avrà pensato che è un pazzo, che usa i suoi soldi, che cura le ferite”. Invece si tratta di un “peccatore che ha compassione”.  Dice il Papa. “ ecco cosa fa la testimonianza. Ha seminato inquietudine il samaritano nel cuore dell’albergatore. E questo fa la testimonianza”.

E così, spiega il Papa la inquietudine cresce.

Il Papa si sofferma su questo personaggio perché la testimonianza non si può contabilizzare, ma è fare in modo che gli altri vedano le opere di Gesù.

E così è stato per Villa Nazareth: “Io su Villa Nazareth ho sentito notizie, c’è questa opera, ma non conoscevo bene. Poi, monsignor Celli mi ha detto qualche cosa, e è un’opera, un lavoro dove si favorisce la testimonianza. Qui si viene non per arrampicarsi né per guadagnare soldi, ma tante cose… no… per seguire le tracce di Gesù e dare testimonianza di Gesù. Seminare testimonianza nel silenzio, senza spiegazioni, con i gesti riprendere il linguaggio dei gesti. Sicuramente questo albergatore in cielo, sicuro, perché quel seme sicuro sicuro è cresciuto, ha germogliato lì, ha visto una cosa mai, mai, mai avrebbe creduto di vedere. E questa è la testimonianza. La testimonianza passa e se ne va. Tu la lasci lì e vai. Solo il Signore la custodisce, la fa crescere, come fa crescere il seme, mentre il padrone dorme, cresce, la pianta. Mi auguro che quest’opera continui ad essere una opera di testimonianza, una casa di testimonianza a tutti, a tutti… di testimonianza alla gente che si avvicina, o che sente parlare…una testimonianza”

E il Papa ritorna così all’albergatore, nel cuore del quale la testimonianza ha germogliato; ha visto qualcosa che mai avrebbe creduto.

Ed è il Signore che fa crescere il seme mentre il padrone dorme, dice il Papa .e conclude

“Che il Signore ci liberi dai briganti, ci liberi dai sacerdoti che vanno di fretta, che non hanno tempo di ascoltare, e ci liberi dai dottori che vogliono presentare la fede con rigidità matematica, e ci insegni la saggezza del Vangelo, sporcarsi la mani”.

Dopo la preghiera del Padre Nostro e la benedizione il Papa  ha salutato il personale di servizio si è spostato nel grande campo sportivo dove circa 1300 persone lo attendevano per un dialogo a più voci.

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