Il Papa agli Orionini: “Il religioso santo e contento suscita nuove vocazioni”

Papa Francesco e don Flavio Peloso
Foto: donorione.org
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“La Chiesa intera è chiamata a camminare con Gesù sulle strade del mondo, per incontrare l’umanità di oggi che ha bisogno, come scriveva Don Orione, del “pane del corpo e del divino balsamo della fede”. Papa Francesco lo ha detto nel suo discorso in udienza ai padri capitolari della Piccola Opera della Divina Provvidenza, guidati da Padre Tarcisio Vieira, appena nominato nuovo successore di San Luigi Orione, e don Flavio Peloso, Superiore Generale uscente.

I religiosi ricevuti alle ore 12e15 dal Pontefice, nella Sala Clementina, sono oltre 60, provenienti da tutto il mondo, e sono reduci dal 14° Capitolo Generale che si è svolto dal 19 al 25 maggio 2016 fra Montebello della Battaglia (PV) e Tortona (AL) sul tema “Servi di Cristo e dei poveri”, fedeltà e profezia in dialogo con le periferie della povertà e della nuova evangelizzazione.

Papa Francesco nel suo discorso riprende il tema del Capitolo Generale degli Orionini e afferma: “Servi di Cristo e dei poveri. La strada maestra è tenere sempre unite queste due dimensioni della vostra vita personale e apostolica. Siete stati chiamati e consacrati da Dio per rimanere con Gesù e per servirLo nei poveri e negli esclusi dalla società. Perché la fede non diventi ideologia e la carità non si riduca a filantropia.”.

Il Pontefice esorta i presenta a seguire le orme del loro fondatore, Don Luigi Orione: “Vi raccomandava di cercare e medicare le piaghe del popolo, curarne le infermità, andargli incontro nel morale e nel materiale: vi incoraggio a seguire queste indicazioni; esse sono quanto mai vere!”.

“Ho saputo che, ancora vivente il Fondatore, - continua il Papa - in certi luoghi vi chiamavano “i preti che corrono”, perché vi vedevano sempre in movimento, in mezzo alla gente, con il passo rapido di chi ha premura. “Amor est in via”, ricordava san Bernardo, l’amore è sempre sulla strada, in cammino. Con Don Orione, anch’io vi esorto a non rimanere chiusi nei vostri ambienti, ma ad andare “fuori”. C’è tanto bisogno di sacerdoti e religiosi che non si fermino solo nelle istituzioni di carità – pur necessarie – ma che sappiano andare oltre i confini di esse, per portare in ogni ambiente, anche il più lontano, il profumo della carità di Cristo”.

Papa Francesco conclude: “Testimoniando la bellezza della consacrazione, la vita buona di religiosi “servi di Cristo e dei poveri”, sarete di esempio per i giovani. La vita genera vita, il religioso santo e contento suscita nuove vocazioni”.

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