Il Papa ai dipendenti del Vaticano: "Nessuno nonostante la pandemia va lasciato fuori"

Come ogni anno PapaFrancesco incontra i dipendenti della Santa Sede e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, con i rispettivi familiari, per gli auguri di Natale

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Come ogni anno Papa Francesco incontra i dipendenti della Santa Sede e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, con i rispettivi familiari, per gli auguri di Natale. In Aula Paolo VI il Papa accoglie coloro che ogni giorno si adoperano per la Città del Vaticano. "Sono riconoscente a ognuno di voi per il lavoro che svolgete con passione a servizio della Curia Romana e della Città del Vaticano. La pandemia ha determinato non solo una criticità sanitaria ma anche non poche difficoltà economiche a tante famiglie e istituzioni. Anche la Santa Sede ne ha risentito e sta facendo ogni sforzo per affrontare nel migliore dei modi questa situazione precaria", dice Papa Francesco.

"I nostri collaboratori, voi che lavorate nella Santa Sede, siete la cosa più importante: nessuno va lasciato fuori, nessuno deve lasciare il lavoro; i superiori del Governatorato e anche della Segreteria di Stato, tutti, stanno cercando i modi per non diminuire le vostre entrate e di non diminuire niente, niente in questo momento tanto brutto per il frutto del vostro lavoro. Si cercano tanto modi, ma i principi sono gli stessi: non lasciare il lavoro; nessuno va licenziato, nessuno deve soffrire l’effetto brutto economico di questa pandemia. Ma tutti insieme dobbiamo lavorare di più per aiutarci a risolvere questo problema che non è facile, perché voi sapete: qui, sia nel Governatorato, sia nella Segreteria di Stato, non c’è Mandrake, non c’è la bacchetta magica e dobbiamo cercare le vie per risolvere questo e con buona volontà, tutti insieme, lo risolveremo. Aiutatemi in questo e io aiuto voi: tutti insieme ci aiutiamo ad andare avanti come una stessa famiglia. Grazie..", dice il Papa a braccio.

Il Papa consiglia tre atteggiamenti, che devono essere ripresi dai pastori. "Imitando i pastori, siamo chiamati ad assumere tre atteggiamenti: riscoprire, contemplare, annunciare", dice Francesco.

"È importante riscoprire la nascita del Figlio di Dio come il più grande avvenimento della storia. È l’avvenimento predetto dai profeti secoli prima che accadesse. Senza di Lui l’uomo precipita nel male: nel peccato, nel vizio, nell’egoismo, nella violenza, nell’odio.", commenta così il Papa il primo atteggiamento.

Il secondo è quello della contemplazione. "Scopriamo che Dio manifesta la sua bontà in Gesù Bambino. Chi non si sente mosso da tenerezza di fronte a un piccolo bambino? In Gesù Bambino Dio si mostra amabile, pieno di bontà, di mansuetudine. Veramente un Dio così possiamo amarlo con tutto il cuore. Contemplare i presepi, è una figura il presepe che ci fa contemplare la misericordia di Dio che si è fatto bambino",  dice Francesco.

"Il Natale passa. Ma dobbiamo tornare alla vita in famiglia, al lavoro, trasformati, dobbiamo tornare glorificando e lodando Dio per tutto quello che abbiamo udito e visto. Dobbiamo portare il lieto annunzio al mondo: Gesù è il nostro salvatore: dobbiamo dirlo a tutti", ecco il terzo atteggiamento annunciato dal Papa.

Papa Francesco conclude la sua udienza: "La gioia è contagiosa e fa bene alla comunità, fa crescere. Siate gioiosi, siate testimoni di gioia".

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