Il Papa ai fedeli della Diocesi di Roma: "Lo Spirito Santo ha bisogno di voi"

Papa Francesco ai fedeli della Diocesi di Roma: "Sono venuto qui per incoraggiarvi a prendere sul serio questo processo sinodale"

Papa Francesco
Foto: Vatican Media /ACI Group
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Papa Francesco riceve in Udienza questa mattina i fedeli della Diocesi di Roma, accompagnati dal Cardinale Vicario di Roma De Donatis. Un incontro, in Aula Paolo VI, per parlare "del nuovo processo sinodale" voluto dal Papa stesso. "Questo itinerario è stato pensato come dinamismo di ascolto reciproco, condotto a tutti i livelli di Chiesa, coinvolgendo tutto il popolo di Dio. Non si tratta di raccogliere opinioni, ma di ascoltare lo Spirito Santo", dice il Pontefice ai fedeli.

"La prima tappa del processo (ottobre 2021 - aprile 2022) è quella che riguarda le singole Chiese diocesane. Ed è per questo che sono qui, come vostro Vescovo, a condividere, perché è molto importante che la Diocesi di Roma si impegni con convinzione in questo cammino, sarebbe una figuraccia per la Diocesi e per il Papa", spiega subito il Papa anche strappando qualche sorriso.

"Il tema della sinodalità non è il capitolo di un trattato di ecclesiologia, e tanto meno una moda, uno slogan o il nuovo termine da usare o strumentalizzare nei nostri incontri. No! La sinodalità esprime la natura della Chiesa, la sua forma, il suo stile, la sua missione. E quindi parliamo di Chiesa sinodale, evitando, però, di considerare che sia un titolo tra altri, un modo di pensarla che preveda alternative", commenta il Pontefice.

Per il Papa "essere Chiesa è un cammino per entrare in questa ampiezza di Dio". "Possono anche determinarsi scontri che raggiungono punte drammatiche, come capitò di fronte al problema della circoncisione dei pagani, fino alla deliberazione di quello che chiamiamo il Concilio di Gerusalemme. Come accade anche oggi, c’è un modo rigido di considerare le circostanze, che mortifica la makrothymía di Dio, cioè quella pazienza dello sguardo che si nutre di visioni profonde, larghe e lunghe: Dio vede lontano, Dio non ha fretta", confida poi il Papa.

"Chiesa sinodale significa Chiesa sacramento di questa promessa, che si manifesta coltivando l’intimità con lo Spirito e con il mondo che verrà. Ci saranno sempre discussioni, ma le soluzioni vanno ricercate dando la parola a Dio e alle sue voci in mezzo a noi; pregando e aprendo gli occhi a tutto ciò che ci circonda; praticando una vita fedele al Vangelo; interrogando la Rivelazione secondo un’ermeneutica pellegrina che sa custodire il cammino cominciato negli Atti degli Apostoli", dice Papa Francesco.

"Se non lo Spirito, sarà solo un parlamento diocesano, ascoltiamo lo Spirito Santo, anche discutere con lo Spirito Santo è un modo di pregare",dice a braccio il Papa. "Il Sinodo è anche prendere il dialogo sulle nostre miserie, se noi non prendiamo parte dei miserabili, e degli scartati, non possiamo prendere le nostre miserie", dice ancora il Papa.

Per Francesco "la fase diocesana è molto importante, perché realizza l’ascolto della totalità dei battezzati, soggetto del sensus fidei infallibile in credendo". "Lo Spirito Santo nella sua libertà non conosce confini, e non si lascia nemmeno limitare dalle appartenenze. Se la parrocchia è la casa di tutti nel quartiere, non un club esclusivo, mi raccomando: lasciate aperte porte e finestre, non vi limitate a prendere in considerazione solo chi frequenta o la pensa come voi", sottolinea il Pontefice.

"Sono venuto qui per incoraggiarvi a prendere sul serio questo processo sinodale e a dirvi che lo Spirito Santo ha bisogno di voi. Ascoltatelo ascoltandovi. Non lasciate fuori o indietro nessuno. Farà bene alla Diocesi di Roma e a tutta la Chiesa, che non si rafforza solo riformando le strutture, dando istruzioni, offrendo ritiri e conferenze, o a forza di direttive e programmi, ma se riscoprirà di essere popolo che vuole camminare insieme, tra di noi e con l’umanità. Un popolo, quello di Roma, che contiene la varietà di tutti i popoli e di tutte le condizioni: che straordinaria ricchezza, nella sua complessità!", conclude infine Francesco.

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