Il Papa ai Fratelli di San Gabriele: “Prendete il largo con fiducia e slancio missionario”

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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“E’ questa l’occasione per fare memoria, per ringraziare e per ritornare alle fondamenta poste, più di trecento anni or sono, da San Luigi Maria Grignion de Monfort – di cui festeggerete domani l’anniversario della morte –, fondamenta a cui il Padre Gabriel Deshayes ha dato un nuovo impulso”. Papa Francesco saluta così i partecipanti al XXXII Capitolo Generale dei Fratelli di San Gabriele e i Membri della Famiglia Monfortana, ricevuti oggi in Vaticano.

Montfort, nato in Francia nel 1600, poco dopo l’ordinazione sacerdotale, desiderava una compagnia di collaboratori. Gli avvenimenti fecero si che fossero prima dei fratelli laici a collaborare con lui nelle missioni, alcuni dei quali, a volte, facevano scuola a ragazzi poveri.

Nel secolo successivo, nella linea di questi fratelli, i Fratelli di S. Gabriele furono costituiti in Congregazione autonoma insegnante, da P. Gabriele Deshayes, Superiore Generale degli Istituti Monfortani. Alla sua morte nel 1841, erano un centinaio, alcuni dei quali incaricati dell’educazione dei sordomuti, che diventerà un campo privilegiato della loro missione. Attualmente sono circa 1250, suddivisi in 30 nazioni e in 15 provincie.

Per Papa Francesco una delle fondamenta di Monfort è la Parola di Dio “da meditare costantemente, affinché si incarni nella vita e modelli a poco a poco i pensieri e i gesti su quelli di Cristo. L’altra è la Sapienza, di cui l’amore e l’incessante ricerca hanno ispirato a San Luigi Maria pagine luminose”.

Francesco nel suo discorso loda la vita fraterna: “La vita fraterna, così come la descrivono gli Atti degli Apostoli, di per sé stessa rende testimonianza. Essa attira ed evangelizza ogni giorno, ed è contagiosa…Nelle vostre comunità o nei gruppi di lavoro apostolico, la fraternità deve stimolare ognuno ad essere disponibile allo Spirito dimenticando sé stesso. Passare da una vita in comune a una vita fraterna può rendere il cammino quotidiano più agevole e gioioso”.

L’attenzione al fratello che mi sta accanto – commenta ancora il Papa - come pure il dialogo favoriscono la comunione nella diversità. Nell’attuale crisi spirituale che genera angoscia e tristezza a motivo della perdita del senso della vita, vi invito a formare comunità accoglienti, in cui è bello vivere, manifestando specialmente ai giovani la gioia di seguire Cristo e di rispondere alla sua chiamata. Che si sentano ascoltati senza pregiudizi, riconosciuti e valorizzati, perché possano offrire con il loro entusiasmo i doni che Dio ha loro elargito per il bene di tutti”.

Papa Francesco conclude il suo discorso alla famiglia Monfortana: “Al centro della vostra missione, c’è sempre stata l’attenzione ai poveri e agli emarginati. Continuate ad aiutarli a essere protagonisti del loro futuro per occupare il loro posto nella società. Mentre ringrazio per il tesoro della vostra vocazione nella Chiesa, vi invito a prendere il largo con fiducia e con un rinnovato slancio missionario”.

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