Il Papa ai giovani di Sarajevo: "Puntate su onestà e fratellanza"

Papa Francesco saluta i giovani di Sarajevo
Foto: CTV
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Anche con i giovani di Sarajevo Papa Francesco ‘archivia’ discorso scritto e risponde a braccio alle domande di tre giovani.

La prima verte sul rapporto tra il Pontefice e la televisione. E’ vero che non guarda la Tv da anni?

“Sì – risponde il Papa – dall’anno 1990. Una notte ho sentito che questo mi alienava, ho deciso di non guardarla. Quando ho voluto guardare un film andavo al centro televisivo dell’arcivescovado, ma la televisioni mi alienava, mi portava fuori di me. E’ vero io sono dell’età della pietra, sono antico e capisco che il tempo è cambiato e che viviamo nel tempo dell’immagine ed è molto importante. In questo tempo si deve fare lo stesso che si faceva nel tempo dei libri, scegliere le cose che mi fanno bene: la responsabilità dei canali che facciano programmi con valori che portino avanti e non che ci portino giù, e poi fare programmi che aiutino a far diventare piu forti i veri valori che ci preparano per la vita. Questa è una responsabilità dei centri televisivi. Poi bisogna scegliere i programmi, è nostra responsabilità. Se un programma non ci fa bene, ci fa diventare volgare con la sporcizia io devo cambiare canale. Come si faceva nell’età della pietra, se un libro faceva bene lo leggevi altrimenti lo buttavi. Poi c’è la cattiva fantasia che uccide l’anima. Se vivi attaccato al computer e ne sei schiavo perdi la libertà. E se nel computer cerchi i programmi sporchi, perdi la dignità. Vedere la tv e usare il computer, ma per le cose belle che ci fanno crescere: questo è buono”.

Una ragazza chiede a Papa Francesco se percepisce l’amore e la gioia dei giovani…

“Quando trovo i giovani – ribatte Papa Bergoglio – sento la gioia e l’amore che hanno non solo per me, ma per gli ideali, per lav vita. Vogliono crescere. Voi avete una singolarità. Voi siete la prima generazione dopo la guerra: siete i fiori di una primavera che vuole andare avanti e non tornare alla distruzione, all’inimicizia, trovo in voi questo entusiasmo, E questo per me è nuovo. Io vedo che voi non volete distruzione, non volete inimicizia, volete camminare insieme. E questo è grande. Vogliamo essere ‘noi’ per non distruggere il Paese. Siamo noi! Questo è fare la pace! Voi avete una vocazione grande, mai costruire muri, solo ponti. E questa è la gioia che trovo in voi”.

E a proposito di pace, una ragazza chiede un ulteriore pensiero a Francesco.

“Mi ripeto. Ma tutti parlano della pace, alcuni potenti parlano dicendo belle cose ma da sotto vendono le armi. Da voi aspetto onestà fra quello che pensate, sentite e quello che fate, il contrario si chiama ipocrisia. Anni fa io ho visto un film su questa città… Il Ponte… e ho visto come il ponte sempre unisce ma quando il ponte non si usa per andare uno verso l’altro ma è un ponte vietato diventa la rovina di una città e di una esistenza. E per questo da voi mi aspetto onestà, non ipocrisia, fare i ponti per andare da una parte all’altra e questo è fratellanza”.

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