Il Papa ai Movimenti Popolari: dare l'esempio e reclamare è fare politica

Il Papa nella udienza ai Movimenti Popolari
Foto: Osservatore Romano
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 “Poeti sociali”, così il Papa chiama ancora una volta coloro che sono impegnati nei Movimenti Popolari  di tutto il mondo che per la terza volta si sono riuniti, ed per la seconda a Roma. Il Papa li ha sempre incontrati, a loro a parlato a lungo, e sempre il cardinal Turkson è stato agli incontri locali.

Il Papa nella udienza a circa 3000 partecipanti ha ricordato i 10 punti messi a punto a santa Cruz del al Sierra e spiegato che “devono essere frutto di un discernimento collettivo che maturi nei territori insieme con i fratelli, un discernimento che diventa azione trasformatrice “secondo i luoghi, i tempi e le persone”, come diceva sant’Ignazio”.

Francesco mette in guardia dal “colonialismo ideologico globalizzante cerca di imporre ricette sovraculturali che non rispettano l’identità dei popoli”.

Il Papa sa che “ci sono forze potenti che possono neutralizzare questo processo di maturazione di un cambiamento che sia in grado di spostare il primato del denaro e mettere nuovamente al centro l’essere umano”. E le elenca. Per prima cosa c’è la paura, quella che il “denaro” usa come “frusta” e diventa un terrorismo “che deriva dal controllo globale del denaro sulla terra e minaccia l’intera umanità. Di questo terrorismo di base si alimentano i terrorismi derivati come il narco-terrorismo, il terrorismo di stato e quello che alcuni erroneamente chiamano terrorismo etnico o religioso. Nessun popolo, nessuna religione è terrorista”.

Ed è per questo che “tutta la dottrina sociale della Chiesa e il magistero dei miei predecessori si ribella contro l’idolo denaro che regna invece di servire, tiranneggia e terrorizza l’umanità”.

Xenofobia e intolleranza sono crudeltà che si massificano e dietro “c’è il freddo soffio della paura”.

Per questo ci sono le parole di Gesù: “Non abbiate paura” perché la misericordia è il miglior antidoto contro la paura. È molto meglio degli antidepressivi e degli ansiolitici. Molto più efficace dei muri, delle inferriate, degli allarmi e delle armi. Ed è gratis: è un dono di Dio”.

Voi, “i poveri organizzati” in effetti “state imitando Gesù, perché cercate di risanare, anche se solo un pochino, anche se precariamente, questa atrofia del sistema socio-economico imperante che è la disoccupazione. Non mi stupisce che anche voi a volte siate sorvegliati o perseguitati, né mi stupisce che ai superbi non interessi quello che voi dite”.

E il Papa usa di nuovo la parola “vergogna” quando parla della migrazione e spiega che in Curia sarà lui stesso ad occuparsi di questa realtà “perché questa è una situazione obbrobriosa, che posso solo descrivere con una parola che mi venne fuori spontaneamente a Lampedusa: vergogna”.

E aggiunge “cosa succede al mondo di oggi che, quando avviene la bancarotta di una banca, immediatamente appaiono somme scandalose per salvarla, ma quando avviene questa bancarotta dell’umanità non c’è quasi una millesima parte per salvare quei fratelli che soffrono tanto?”.

Allora la soluzione è “dare l’esempio”  per recuperare “il rapporto tra popolo e democrazia. Un rapporto che dovrebbe essere naturale e fluido, ma che corre il pericolo di offuscarsi fino a diventare irriconoscibile”.

Attenzione però a non farsi incasellare perché “quando pretendete di indicare al potere una impostazione più integrale, allora non ci si tollera più tanto perché state uscendo dalla casella, vi state mettendo sul terreno delle grandi decisioni che alcuni pretendono di monopolizzare in piccole caste”.

E c’è poi il rischio della corruzione, quella creata dall’amore per i beni materiai: “ colui che sia affezionato a tutte queste cose, per favore, che non si metta in politica, non si metta in un’organizzazione sociale o in un movimento popolare, perché farebbe molto danno a sé stesso e al prossimo e sporcherebbe la nobile causa che ha intrapreso”. Per cui “davanti alla tentazione della corruzione, non c’è miglior rimedio dell’austerità; e praticare l’austerità è, in più, predicare con l’esempio”.

Tutto si base sull’amore e per questo il dono del Papa è qualche pagina della Amoris laetitia, quelle pagine: “lì ci sono alcuni “consigli utili” per praticare il più importante dei comandamenti di Gesù”. Perché contro il terrore, il miglior rimedio è l’amore.

E prega Dio Papa Francesco conclude chiedendo a Dio di dare “in abbondanza la forza che ci mantiene in piedi e ci dà il coraggio per rompere la catena dell’odio: quella forza è la speranza”.

Il Terzo Incontro mondiale dei Movimenti Popolari è iniziato il 2 novembre e che si conclude oggi a Roma.

Prima dell’arrivo del Papa riflessioni e testimonianze canti e proiezioni di video tematici dedicati ai piccoli agricoltori, alla salvaguardia del Creato, alle famiglie in difficoltà, alla centralità della persona umana.

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