Il Papa ai nuovi sacerdoti: “Non fate omelie troppo intellettuali, parlate ai cuori!"

Papa Francesco, ordinazioni presbiterali
Foto: L'Osservatore Romano, ACI Group
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Come da tradizione nella IV domenica di Pasqua, detta del “Buon Pastore”, giorno in cui la Chiesa celebra la 54ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, Papa Francesco ordina nuovi sacerdoti. E quest’anno sono in totale dieci, sei per la diocesi di Roma.

A concelebrare la Messa, presieduta dal Pontefice, presso la Basilica di San Pietro, il cardinale vicario Agostino Vallini, il vicegerente Filippo Iannone, i vescovi ausiliari della diocesi di Roma, i superiori dei seminari interessati e i parroci degli ordinandi.

Dei diaconi della diocesi di Roma che sono ordinati sacerdoti dal Papa quattro provengono dal Pontificio Seminario Romano Maggiore: Andreas Biancucci, romano di 28 anni; Dario Loi, originario di Bologna, 26 anni, il più giovane fra tutti; Mattia Pica e Gabriele Vecchione, entrambi romani, rispettivamente di 27 e di 29 anni. Due, invece, hanno studiato nel Collegio diocesano missionario di Roma “Redemptoris Mater”: Rolando Francesco Rizzuto, nato a Cosenza 28 anni fa, e Alfonso Torre Elias, 38 anni, nato a Città del Messico.

Altri quattro diaconi sono stati aggregati: Andrea Bonfanti, 38 anni, della provincia di Lecco, che si è formato nella Congregazione dei Fratelli di Nostra Signora della Misericordia; Octavio Angel Jímenez Bello, della Famiglia dei Discepoli, nato a Flor de Cantu, in Perù, 34 anni fa; David Behbud Mustafayev, 35 anni, della Prefettura apostolica dell’Azerbaigian, e il 28enne Aniello Nappo, della diocesi di Nocera Inferiore– Sarno.

Nel corso della Liturgia, il Papa pronuncia l’Omelia rituale prevista nell’edizione italiana del Pontificale Romano per l’Ordinazione dei Presbiteri, aggiungendo solo alcune note personali.

I nuovi sacerdoti “saranno configurati a Cristo Sommo ed Eterno Sacerdote, ossia saranno consacrati come veri sacerdoti del Nuovo Testamento, e a questo titolo, che li unisce nel sacerdozio al loro Vescovo, saranno predicatori del Vangelo, Pastori del Popolo di Dio, e presiederanno le azioni di culto, specialmente nella celebrazione del sacrificio del Signore”.

“Siete stati eletti dal Signore non per fare carriera”, ha aggiunto il Papa a braccio.

“Fatevi memori della vostra storia del dono delle parole che il Signore e vi ha dato tramite la mamme, le vostre nonne, i vostri catechisti, e tutta la Chiesa”, aggiunge il Papa.

Una raccomandazione particolare del Papa riguarda la Parola di Dio: “Non fate omelie troppo intellettuali o elaborate, parlate ai cuori!”. E, ancora a braccio: “ La doppia vita è la malattia brutta della Chiesa!”.

“Riconoscete dunque ciò che fate – raccomanda il Pontefice - imitate ciò che celebrate, perché partecipando al mistero della morte e resurrezione del Signore, portiate la morte di Cristo nelle vostre membra e camminiate con Lui in novità di vita”.

Continua a braccio il Papa: “ Vi chiedo di essere misericordiosi, sempre. Non caricate sulle spalle dei fedeli pesi che non possono caricare”.

“Consapevoli di essere stati scelti fra gli uomini – continua Francesco leggendo il testo - e costituiti in loro favore per attendere alle cose di Dio, esercitate in letizia e carità sincera l’opera sacerdotale di Cristo, unicamente intenti a piacere a Dio e non a voi stessi. Siete Pastori, non funzionari. Siete mediatori, non intermediari”.

Ultima raccomandazione del Pontefice: " Siate gioiosi e non siate signori, chierici di Stato, ma pastori del popolo di Dio!" 

 

 

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