Il Papa ai vescovi del Kenya: denunciate ogni violenza commessa in nome di Dio

Il Papa e i vescovi del Kenya
Foto: Osservatore Romano
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Una preghiera speciale per un paese sconvolto dalla violenza, una violenza che va denunciata, “in particolare quella commessa in nome di Dio”. Il Papa lo ha detto ai vescovo del Kenya che in questi giorni sono in Vaticano in visita d limina.

Il Papa ha parlato a lungo del lavoro nel dialogo ecumenico per promuovere pace e giustizia in Kenya “attraverso il dialogo, la fraternità e l’amicizia” e così offrire una “denuncia” unanime e coraggiosa “di ogni forma di violenza, in particolare quella commessa in nome di Dio”. A proposito degli attacchi degli estremisti islamici di al Shabaab, il Papa prega “per tutti coloro che sono stati uccisi da atti di terrore o di ostilità etniche o tribali” in Kenya e in altre aree del continente africano, in particolare per tutti gli uomini e le donne uccisi al College universitario di Garissa, nel Venerdì Santo “possano le loro anime riposare in pace”, possano coloro che hanno commesso “tale brutalità” prenderne coscienza e “cercare misericordia”.

Nel suo discorso il Papa ha ricordato la necessità per la Chiesa, senza “interferire negli affari temporali”, di assitere coloro che “sono in posizioni di leadership o di potere” sui principi morali che promuovono “il bene comune e l’edificazione della società”. D’altra parte essa offre una “bella testimonianza” della “vita promessa da Cristo nel Vangelo”: la suo missione è dunque quella di “prendere una posizione profetica in difesa dei poveri e contro ogni corruzione e abuso di potere”, prima di tutto attraverso “l’esempio”.

Lo sguardo del Papa è anche per quella saggezza della Chiesa che deve paterna attenzione ai  “i numerosi seminaristi” del Paese sono una “grande risorsa” e un “segno eloquente della bontà di Dio” per le diocesi del Kenya e per la Chiesa universale. A proposito dei sacerdoti il Papa ha ricordato che, hanno bisogno di essere guidati “con chiarezza e forza, ma anche e specialmente con compassione e tenerezza”.

In preparazione del Sinodo sulla famiglia il Papa ha chiesto attenzione particolare per quei nuclei “che stanno lottando” a causa di matrimoni falliti, infedeltà, violenze.

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