Il Papa al Banco Alimentare: "Educhiamoci all'umanità"

Papa Francesco
Foto: Bohumil Petrik - CNA
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“La vostra preoccupazione è quella di contrastare lo spreco di cibo, recuperarlo e distribuirlo alle famiglie in difficoltà e alle persone indigenti. Vi ringrazio per quello che fate e vi incoraggio a proseguire su questa strada”. Con queste parole Papa Francesco ha salutato i partecipanti all’Incontro promosso dalla Fondazione Banco Alimentare.

“La fame oggi – ha detto il Papa – ha assunto le dimensioni di un vero scandalo che minaccia la vita e la dignità di tante persone. Ogni giorno dobbiamo confrontarci con questa ingiustizia, con questo peccato. La situazione è aggravata dall’aumento dei flussi migratori, che portano in Europa migliaia di profughi, fuggiti dai loro Paesi e bisognosi di tutto. Davanti a un problema così smisurato, risuonano le parole di Gesù: Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare”.

Gesù – ha ricordato il Pontefice – moltiplicò pani e pesci. Noi invece “possiamo fare qualcosa, di fronte all’emergenza della fame, qualcosa di umile, e che ha anche la forza di un miracolo. Prima di tutto possiamo educarci all’umanità, a riconoscere l’umanità presente in ogni persona, bisognosa di tutto”.

Il Banco Alimentare – ha aggiunto Papa Bergoglio – “ha compreso che qualcosa doveva cambiare nella mentalità delle persone, che i muri dell’individualismo e dell’egoismo dovevano essere abbattuti. Continuate con fiducia questa opera, attuando la cultura dell’incontro e della condivisione. Certo, il vostro contributo può sembrare una goccia nel mare del bisogno, ma in realtà è prezioso! Insieme a voi, altri si danno da fare, e questo ingrossa il fiume che alimenta la speranza di milioni di persone”.

Sfamare chi ha fame è un’opera di misericordia corporale: “condividere ciò che abbiamo con coloro che non hanno i mezzi per soddisfare un bisogno così primario, ci educa a quella carità che è un dono traboccante di passione per la vita dei poveri che il Signore ci fa incontrare. Vi incoraggio – ha concluso - ad essere per i poveri dei fratelli e degli amici; a far sentire loro che sono importanti agli occhi di Dio”.

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