Il Papa: "Amore e misericordia essenza del cristianesimo"

Papa Francesco
Foto: CTV
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La pesca miracolosa convince Simon Pietro "che Gesù non è solo un formidabile maestro, la cui parola è vera e potente, ma che Egli è il Signore, è la manifestazione di Dio. E tale presenza ravvicinata suscita in Pietro un forte senso della propria meschinità e indegnità. Da un punto di vista umano, pensa che cidebba essere distanza tra il peccatore e il Santo. In verità, proprio la sua condizione di peccatore richiede che il Signore non si allontani da lui, allo stesso modo in cui un medico non può allontanarsi da chi è malato". Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell'Angelus domenicale, commentando il Vangelo odierno.

Gesù invita Pietro a "non temere" e lo stesso Pietro "ponendo la sua fiducia in questa parola, lascia tutto e segue Colui che è diventato il suo Maestro e Signore. E così fecero anche Giacomo e Giovanni, soci di lavoro di Simone. Questa è la logica che guida la missione di Gesù e la missione della Chiesa: andare in cerca, pescare gli uomini e le donne per restituire a tutti la piena dignità e libertà, mediante il perdono dei peccati. Questo è l’essenziale del cristianesimo, non è proselitismo: diffondere l’amore rigenerante e gratuito di Dio, con atteggiamento di accoglienza e di misericordia verso tutti, perché ognuno possa incontrare la tenerezza di Dio e avere pienezza di vita. Penso ai confessori, come Padre Leopoldo e Padre Pio...".

Dal Vangelo arriva una domanda per tutti, osserva ancora il Papa: "sappiamo fidarci veramente della parola del Signore? Oppure ci lasciamo scoraggiare dai nostri fallimenti? In questo Anno Santo della Misericordia siamo chiamati a confortare quanti si sentono peccatori e indegni di fronte al Signore e abbattuti per i propri errori, dicendo loro le stesse parole di Gesù: Non temere, è più grande la misericordia del Padre”.

Dopo la recita dell'Angelus il Papa è tornato a parlare della crisi siriana pensando alle popolazioni "costrette ad abbandonare tutto per sfuggire agli orrori della guerra. Auspico - ha aggiunto Francesco - che, con generosa solidarietà, si presti l’aiuto necessario per assicurare loro sopravvivenza e dignità, mentre faccio appello alla Comunità internazionale affinché non risparmi alcuno sforzo per portare con urgenza al tavolo del negoziato le parti in causa. Solo una soluzione politica del conflitto sarà capace di garantire un futuro di riconciliazione e di pace a quel caro e martoriato Paese, per il quale vi invito a pregare molto".

Il Pontefice ha poi ricordato che "oggi, in Italia, si celebra la Giornata per la Vita". Auspico "da parte dei vari soggetti istituzionali, educativi e sociali un rinnovato impegno in favore della vita umana dal concepimento al suo naturale tramonto. La nostra società va aiutata a guarire da tutti gli attentati alla vita, osando un cambiamento interiore, che si manifesta anche attraverso opere di misericordia. Saluto e incoraggio i docenti universitari di Roma e quanti sono impegnati a testimoniare la cultura della vita".

Papa Francesco non ha mancato di segnalare la Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, che si celebra domani. Una occasione che - ha concluso Papa Bergoglio - "offre a tutti l’opportunità di aiutare i nuovi schiavi di oggi a rompere le pesanti catene dello sfruttamento per riappropriarsi della loro libertà e dignità. Penso in particolare a tante donne e uomini, e a tanti bambini! Occorre fare ogni sforzo per debellare questo crimine e questa intollerabile vergogna".

Infine gli auguri per le popolazioni che domani celebrano il capodanno lunare. "Possa il nuovo anno - ha concluso Francesco prima di salutare - portare frutti di compassione, misericordia e solidarietà". Dal Papa anche la richiesta di pregare per l'imminente viaggio in Messico e per l'incontro con "il mio caro fratello Kirill".

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