Il Papa: “Chi ascolta gli altri ascolta anche il Signore”. E ricorda la festa della mamma

Regina Caeli di oggi. Il Papa ricorda anche la festa della mamma e chiede una preghiera per tutte le mamme del mondo

Regina Caeli, il Papa
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Anche questa domenica Papa Francesco si affaccia alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il Regina Caeli con i fedeli ed i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro. “Il Vangelo della Liturgia di oggi ci parla del legame che c’è tra il Signore e ciascuno di noi”, dice subito il Papa. Per farlo, Gesù utilizza “un’immagine tenera e bella”, quella del pastore che sta con le pecore. E la spiega con tre verbi: ascoltare, conoscere, seguire.

“Anzitutto le pecore ascoltano la voce del pastore. L’iniziativa viene sempre dal Signore; tutto parte dalla sua grazia: è Lui che ci chiama alla comunione con Lui. Ma questa comunione nasce se noi ci apriamo all’ascolto. Ascolto significa disponibilità, docilità, tempo dedicato al dialogo. Oggi siamo travolti dalle parole e dalla fretta di dover sempre dire e fare qualcosa. Spesso uno non aspetta che qualcuno finisca un pensiero, non c’è ascolto. Quanta fatica si fa ad ascoltarsi, fino alla fine, lasciare che l’altro si esprima! In famiglia, a scuola, al lavoro, persino nella Chiesa! Ma per il Signore anzitutto occorre ascoltare. Chiediamoci se siamo figli dell’ascolto, se troviamo tempo per la Parola di Dio, se diamo spazio e attenzione ai fratelli e alle sorelle. Chi ascolta gli altri ascolta anche il Signore, e viceversa.”, commenta così il Papa il primo verbo.

Poi, Egli conosce le sue pecore. “Ma ciò non significa solo che sa molte cose su di noi: conoscere in senso biblico vuol dire amare – sottolinea Papa Francesco - Se lo ascoltiamo, scopriamo questo, che il Signore ci ama. Allora il rapporto con Lui non sarà più impersonale, freddo o di facciata. Gesù cerca una calda amicizia, una confidenza, un’intimità. Vuole donarci una conoscenza nuova e meravigliosa: quella di saperci sempre amati da Lui e quindi mai lasciati soli a noi stessi. Chiediamoci allora: io mi lascio conoscere dal Signore? Gli faccio spazio nella mia vita, gli porto quello che vivo? E, dopo tante volte in cui ho sperimentato la sua vicinanza, la sua compassione, la sua tenerezza, che idea ho di Lui?”.

Infine il terzo verbo, seguire. “Le pecore che ascoltano e si scoprono conosciute seguono il loro pastore. E chi segue Cristo, che cosa fa? Va dove va Lui, sulla stessa strada, nella stessa direzione – commenta il Pontefice spiegando l’ultimo verbo - E io? Mi lascio solo amare da Gesù o passo dall’amarlo all’imitarlo?”.

Dopo la recita della preghiera dedicata a Maria, il Papa passa ai consueti saluti. “Ieri in Perù è stata beatificata Suor Maria Agostina Rivas Lopez , uccisa in odio alla fede, questa eroica missionaria pur sapendo di rischiare la vita è rimasta vicino ai poveri, testimoniando il  Vangelo della giustizia e della pace. Il suo esempio possa suscitare in tutti noi il desiderio di seguire Cristo”, dice subito il Papa.

“Si celebra oggi la Giornata delle vocazioni – continua il Pontefice -  in ogni continente i cristiani oggi invocano il dono delle vocazioni al sacerdozio, questa è la giornata in cui sentirci tutti chiamati a seguire Gesù”. Il Papa rivolge anche i suoi auguri ai nuovi presbiteri della diocesi di Roma.

“Proprio in quest’ora tanti fedeli si stringono a Pompei per rivolgere la supplica alla Vergine”, continua Papa Francesco che chiede che venga ascoltato l’ardente “desiderio di pace di tante popolazioni che in varie parti del mondo soffrono la sciagura della guerra, le lacrime del popolo ucraino. Continuiamo ogni giorno a pregare il rosario per la pace, ai responsabili non perdete il fiuto della gente che vuole la pace”, dice il Pontefice.

 Una preghiera anche per le vittime dell’esplosione di Cuba avvenuta qualche giorno fa.

“Oggi celebriamo la festa della mamma, ricordiamo con affetto le nostre mamme. Un applauso alle mamme, anche quelle che non sono più con noi quaggiù. A tutte le mamme la nostra preghiera”, conclude infine il Papa.

 

 

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